Islam: la divisione tra sciiti e sunniti si riproduce in Nigeria

di Raffaele Masto

Il governo della Nigeria ha accusato l’Iran di sponsorizzare lo sceicco Ibrahim Zakzaky (nella foto), leader del Movimento islamico nigeriano, detenuto dal 2015. In una deposizione giudiziaria presentata dinanzi all’Alta corte federale di Abuja in risposta al ricorso dell’Imn contro l’ordine con cui il mese scorso il gruppo è stato inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche, il governo federale ha sottolineato che lo sceicco Zakzaky ha il solo scopo di trasformare la Nigeria in uno stato islamico con il pieno sostegno di Teheran. Nella deposizione, come riporta il quotidiano The Punch, si ritiene che Zakzaky sia fortemente influenzato dalla rivoluzione iraniana che nel 1979 portò al potere l’ayatollah Khomeini dopo il rovesciamento dello scià, e che i suoi seguaci nei loro incontri giurano dapprima la loro fedeltà a Khomeini, poi al loro leader Zakzaky, che negli anni Ottanta è vissuto in Iran. «Lo sceicco Zakzaky gode del sostegno dell’Iran in tutte le attività del Movimento islamico in Nigeria, compresa un’agenda per rendere la Nigeria uno Stato islamico. A seguito delle attività del movimento, molti giovani musulmani si sono convertiti all’islam sciita. L’obiettivo principale del Movimento islamico della Nigeria è quello di propagare l’ideologia dell’Iran e trasformare la Nigeria in uno Stato islamico, come è stato fatto con la Rivoluzione iraniana del 1979», si legge nel documento.

La vicenda di Ibrahim Zakzaky è indicativa di come anche in Africa si stiano riproducendo le divisioni religiose (e non solo) del mondo arabo. Zakzaky è in prigione perché ritenuto responsabile di una rivolta sciita in un Paese dove l’islam professato è sunnita. Oggi appartenere alla prima confessione, cioè gli sciiti, significa essere dalla parte del cartello di Teheran e dunque con il Qatar, nemico giurato della grande potenza araba sunnita che è l’Arabia Saudita.

Eccetto rare e marginali situazioni, l’islam professato in Africa è sunnita e dunque il fatto che ci sia un tentativo di penetrazione sciita viene visto come una provocazione o comunque come un tentativo di plasmare un islam, quello africano, considerato già di per sé poco ortodosso. Del resto negli ultimi due decenni non si può negare che le grandi potenze arabe abbiano manifestato un grande interesse per l’Africa e un tentativo di fidelizzare la popolazione. Basta pensare a quante Grandi Moschee sono state “regalate” ai vari Paesi africani da potenze come l’Arabia Saudita o il Qatar.

Che un conflitto come questo si riproduca in Nigeria è abbastanza ovvio. Questo Paese è il più popoloso del continente e metà dei suoi duecento milioni di abitanti sono musulmani. Inoltre è un Paese ricco e influente in tutta l’Africa. Che sia conteso anche dal punto di vista religioso è più che comprensibile.

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