La Somalia affronta una grave crisi legata alla malnutrizione e rischia una catastrofe umanitaria senza nuovi finanziamenti internazionali. A lanciare il monito è il Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp) delle Nazioni Unite, precisando che gli aiuti potrebbero essere sospesi da luglio in assenza di ulteriori fondi.
Secondo il Pam, una combinazione di stagioni delle piogge fallite, che hanno devastato raccolti e bestiame, conflitti armati e insicurezza sta spingendo milioni di somali verso livelli critici di fame, in un contesto aggravato dai tagli agli aiuti internazionali e dalle difficoltà di approvvigionamento legate alla guerra in Medio Oriente.
L’agenzia stima che sei milioni di persone, quasi un terzo della popolazione, soffrano di fame acuta, mentre 1,9 milioni di bambini risultano affetti da malnutrizione acuta. «La Somalia affronta una crisi della malnutrizione estremamente grave ed è uno dei principali focolai mondiali», ha dichiarato a Ginevra Matthew Hollingworth, direttore aggiunto del Pam per le operazioni.
La Somalia è alle prese con molteplici conflitti, tra cui l’insurrezione jihadista di Al-Shabaab contro il governo federale e le dispute politiche tra Mogadiscio e gli Stati regionali su sicurezza e distribuzione del potere.
Il Pam ha avvertito che la situazione presenta segnali simili a quelli del 2022, quando il Paese sfiorò la carestia dopo una lunga siccità, ma con una differenza sostanziale: le agenzie umanitarie non dispongono oggi delle risorse necessarie per una risposta su vasta scala. L’organizzazione, che gestisce circa il 90 per cento della risposta alimentare nel Paese, ha già ridotto da 2 milioni a 500 mila il numero di persone assistite e potrebbe interrompere completamente le operazioni da luglio. Secondo Hollingworth, anche le forniture terapeutiche salvavita stanno subendo ritardi fino a 40 giorni a causa delle interruzioni nelle catene logistiche provocate dalla crisi in Medio Oriente.



