Tensioni politiche in Somalia, 50mila sfollati nello Stato del Sud-Ovest

di Tommaso Meo

Oltre 50.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case nelle ultime due settimane nello Stato del Sud-Ovest della Somalia a causa di tensioni politiche e scontri istituzionali. Lo riferisce l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) precisando che l’escalation tra il governo federale somalo e le autorità regionaliha aggravato l’insicurezza nella città di Baidoa, sede di contingenti internazionali e organizzazioni umanitarie.

Pur in assenza di combattimenti su larga scala, il ritiro delle forze locali e il timore di scontri imminenti hanno innescato una fuga preventiva della popolazione. La crisi si è infatti acuita dopo che le truppe dell’esercito nazionale somalo (Sna) hanno preso il controllo della città lunedì, in seguito alle dimissioni del leader regionale, Abdiaziz Hassan Mohamed Laftagareen, avvenute pochi giorni dopo la decisione dell’amministrazione locale di interrompere i rapporti con il governo centrale.

Secondo l’Unhcr, i servizi pubblici risultano gravemente compromessi: scuole, strutture sanitarie e attività commerciali sono state temporaneamente chiuse, limitando l’accesso ai servizi essenziali e alle fonti di reddito. L’agenzia riferisce inoltre di almeno tre morti e cinque feriti, tra cui donne e bambini. Le famiglie in fuga sono esposte a rischi elevati di protezione, mentre molti sfollati vivono in condizioni di sovraffollamento e con ripari inadeguati.

La perdita dei mezzi di sussistenza e l’accesso limitato ai servizi essenziali aggravano ulteriormente la situazione, mentre il trauma e l’incertezza stanno causando un significativo stress psicologico, in particolare tra i minori e i gruppi più vulnerabili.

Condividi

Altre letture correlate: