In Benin e in Algeria l’ingegneria è donna

di Stefania Ragusa
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Il Benin e l’Algeria hanno una percentuale di donne ingegnere superiore a quella della Svizzera o degli Stati Uniti. Per quanto riguarda i ricercatori, il Sudafrica e Mauritius hanno raggiunto nel 2015 la parità di genere, un traguardo ancora lontano per vari paesi Ocse, ossia aderanti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, tra cui Giappone, Corea del Sud, Francia. Questi dati si trovano in un rapporto che l’Unesco pubblicherà nel mese d’aprile ma di cui un capitolo è stato anticipato lo scorso 11 febbraio, in occasione della Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza.

Torniamo alle inegnere. Il Benin può essere orgoglioso della sua percentuale del 54,5% riferito alle donne che hanno questo status professionale e del 55,1% riferito a quelle impiegate nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Poco pù bassi i numeri algerini: rispettivamente 48,5% e 48,9 per cento. La Svizzera, per dare un’idea, raggiunge il 16% e il 9,9 per cento; gli Stati Uniti il 20,4% ei ll 23,6 per cento.

Buoni numeri per quanto riguarda le donne laureate in ingegneria si trovano in particolare negli Stati arabi, come l’Algeria ma anche il Marocco (42,2%), Oman (43,2%), Siria (43,9%) e Tunisia (44,2%), ma anche in America Latina – 41,7% a Cuba, 47,5% in Perù e 45,9% in Uruguay. “Molti dei paesi in cui le donne sono numerose quanto gli uomini laureati in TIC e altre discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) hanno popolazioni prevalentemente musulmane”, osserva il rapporto.

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