Il Burkina Faso incentiva l’uso del Faso Dan Fani, fiore all’occhiello dell’industria tessile del Paese

di claudia
Faso Dan Fani, Ouagadougou, Burkina Faso

Il governo del Burkina Faso, nell’ambito del generale rafforzamento della promozione dei valori culturali nazionali, ha diffuso un comunicato stampa in cui ricorda l’obbligo per gli ospiti mobilitati durante le cerimonie ufficiali di favorire l’uso di tessuti come il Faso Dan Fani, il Koko Dunda e qualsiasi altro tessuto tradizionale del Burkina Faso.

Ricordando l’obbligo di privilegiare i tessuti tradizionali, il ministero delle Comunicazioni, della cultura, delle arti e del turismo burkinabé sottolinea che questi tessuti, “simboli di dignità e unità nazionale”, devono essere indossati con “orgoglio ed eleganza”. Il documento aggiunge che gli abiti devono rimanere “decenti, sobri e professionali”.

Ogni violazione comporterà il divieto di accesso o l’espulsione dai siti ed eventi ufficiali, oltre a possibili sanzioni amministrative. Il ministero incoraggia anche le acconciature tradizionali, considerate “forti indicatori di identità” e invoca chiede la collaborazione di tutte le parti interessate per promuovere il patrimonio nazionale dell’abbigliamento e dei capelli.

La sua storia risale, secondo le fonti scritte degli esploratori, al XIX secolo, riporta il sito Afrikatiss. La coltivazione del cotone in Burkina Faso è legata ai Mossi, un’etnia presente sul territorio che filava e lavorava il cotone secondo uno schema che coinvolgeva tutta la comunità. Le donne si occupavano di filarlo e tingerlo. Successivamente il compito della tessitura sul telaio era affidata invece agli uomini. Il risultato si componeva di strisce più o meno larghe, poi assemblate.

Il ruolo di tessitore è un ruolo importante e trasversale: non si limitava a un lavoro manuale, ma simbolico e quasi “mistico”. Tradizionalmente il tessitore era infatti un griot. Oltre ai fili tesseva anche delle storie e dei racconti che si intrecciavano e impregnavano nel cotone, conferendogli un’aura mistica.

Oggi questo tessuto è un grande motivo di orgoglio per i burkinabè: Il Faso Dan Fani è solitamente legato intorno alla vita per le donne o parte degli abiti tradizionali per gli uomini. La sua lavorazione è tramandata di generazione in generazione. Come riporta Altraeconomia, il Faso Dan Fani fu caro a Thomas Sankara, che lo riteneva “un simbolo di indipendenza economica e lavoro degno”.

Foto credit: Céline Camoin

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