Guinea-Bissau, un voto tranquillo

di Enrico Casale
elezioni in guinea bissau

Più di 750mila elettori della Guinea-Bissau si sono recati alle urne ieri, domenica 10 marzo, per  eleggere i loro rappresentanti in Parlamento. Le votazioni si sono svolte in un clima di calma e la maggior parte dei seggi elettorali è stata aperta regolarmente.

«Abbiamo trovato calma e disciplina da parte dell’elettorato. Abbiamo anche visto una forte mobilitazione nei seggi elettorali che abbiamo visitato», ha affermato Kadré Oudraogo, osservatore Ecowas.

Gli elettori sperano, attraverso questa tornata elettorale, di porre fine alla crisi politica che attanaglia il Paese dal 2015.

«Sono davvero felice oggi perché ho appena adempiuto al mio dovere civico. Spero che queste elezioni garantiranno di voltare definitivamente la pagina della crisi politica e istituzionale, soprattutto perché sono passati quattro anni da quando questa crisi ha scosso il Paese. Le speranze di un intero popolo sono deluse», ha detto un elettore al corrispondente della Bbc.

La crisi è iniziata nell’agosto 2015, quando il presidente José Mário Vaz ha licenziato il suo primo ministro, Domingos Simões Pereira, leader del Partito africano per l’Indipendenza della Guinea e Capo Verde (Paigc), che ha dominato la vita politica dall’indipendenza nel 1974, e al quale appartiene anche Vaz.

Sono in lizza 21 partiti per 102 posti da coprire. Per la prima volta, le donne sono un minimo del 36% dei candidati nelle liste.

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