Etiopia ed Eritrea hanno interrotto le relazioni diplomatiche dopo che Addis Abeba ha ordinato la chiusura della propria ambasciata ad Asmara e dichiarato “persona non grata” dieci diplomatici eritrei, accusando il vicino di “atti di ostilità e belligeranza” diretti e indiretti.
I dieci diplomatici eritrei dovranno lasciare l’Etiopia entro 48 ore. La decisione è arrivata mentre il nord dell’Etiopia è nuovamente teatro di combattimenti tra le forze federali e un’alleanza di opposizione guidata dal Tplf (Fronte popolare di liberazione del Tigray) e poche ore dopo che esplosioni erano state udite nella capitale etiope. Asmara ha risposto annunciando l’interruzione di tutte le relazioni diplomatiche con Addis Abeba.
La crisi diplomatica coinvolge anche l’Egitto. Addis Abeba ha dichiarato persona non grata un diplomatico egiziano, ordinandogli di lasciare il Paese entro 48 ore. Il Cairo ha reagito con una misura analoga nei confronti di un consigliere dell’ambasciata etiope in Egitto. L’Etiopia accusa Eritrea, Sudan ed Egitto di sostenere l’alleanza armata guidata dal Tplf, accuse respinte dai tre Paesi.
Segnali preoccupanti che confermano il progressivo deterioramento della stabilità nella regione e alimentano il timore di un nuovo allargamento della crisi in Tigray, come ci ha spiegato Luca Puddu, docente dell’università di Palermo, esperto di Corno d’Africa
La Commissione dell’Unione Africana ha invitato Etiopia, Eritrea ed Egitto alla massima moderazione, chiedendo loro di affrontare le divergenze attraverso i canali diplomatici e il dialogo.
Sul terreno, una fonte vicina all’alleanza di opposizione ha riferito a Reuters che sono stati effettuati diversi attacchi con droni contro Addis Abeba, alcuni dei quali avrebbero preso di mira il quartier generale dell’esercito. Tre fonti diplomatiche hanno confermato di aver udito le esplosioni, ma non sono stati segnalati danni visibili nei pressi della base militare. La notizia degli attacchi non è stata verificata indipendentemente. Se confermati, si tratterebbe dei primi attacchi con droni noti condotti da forze antigovernative contro la capitale.
Gli scontri, iniziati la scorsa settimana, costituiscono la più grave escalation della violenza in Etiopia dalla fine della guerra civile del 2020-2022. Le forze federali hanno avanzato nel Tigray meridionale in direzione di Macallè, mentre l’alleanza di opposizione ha conquistato diverse località nell’Afar. Secondo fonti citate da Reuters, i combattimenti nell’Afar hanno costretto decine di migliaia di persone a lasciare le proprie abitazioni.
La crisi riporta inoltre al centro le tensioni tra Addis Abeba e Asmara. L’ambasciata etiope in Eritrea era stata riaperta nel 2018, nell’ambito del riavvicinamento che aveva portato al Nobel per la pace assegnato ad Abiy Ahmed. Durante la guerra del 2020-2022, le forze eritree avevano combattuto al fianco dell’esercito federale etiope contro il Tplf. Dopo l’accordo di pace del novembre 2022, al quale l’Eritrea non ha aderito, i rapporti tra i due Paesi sono progressivamente peggiorati, anche per le dispute sull’accesso dell’Etiopia al Mar Rosso.



