Gran Bretagna – Grobbelaar: «Il calcio mi salvò dagli orrori della Rhodesia»

di Enrico Casale
Bruce Grobbelaar
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È stato una stella del Liverpool negli anni Ottanta.  Le sue parate hanno permesso ai Reds di distinguersi nel Regno Unito e in Europa. Il suo stile lo ha reso noto a tutti gli appassionati di calcio. Ma l’ex portiere Bruce Grobbelaar nascondeva nel suo animo un grandissimo dolore legato alla guerra in Rhodesia (oggi Zimbabwe) suo Paese natale. Oggi, in un’intervista rilasciata alla Bbc, ammette che è stato proprio il calcio «a salvarlo».

Grobbelaar, 60 anni, ha combattuto nella guerra civile in Rhodesia nel 1970 e ancora oggi ricorda con ansia quegli anni quando fu costretto a uccidere i nemici. Grobbelaar fu arruolato nell’esercito rhodesiano come scout, addetto a seguire le tracce dei nemici (i guerriglieri di Mugabe). In quel periodo vide morire tre suoi amici, oltre ad essere costretto a uccidere. «I ricordi si sono in qualche modo attenuati – osserva – , ma quando torni in Africa riemergono, acutizzando antiche ferite».

Una volta congedato, Grobbelaar si è dedicato al calcio. Prima si è trasferito in Canada dove ha giocato nei Whitecaps di Vancouver nel 1979. Poi è passato al Liverpool. Ha anche militato nel Southampton e nel Plymouth. Nella sua carriera ha collezionato 440 presenze con i Reds e ha vinto 13 titoli importanti.

«Grazie al calcio – ha concluso – sono riuscito a non cadere in una forma di depressione. La mia vita è stata viva. Nonostante la dura esperienza della guerra».

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