Fumetti | La Prima Guerra Mondiale di un wolof

di Diego Fiore
Sang Noir 3
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Questi uomini coraggiosi hanno rischiato innumerevoli volte la loro vita per una patria che, secondo voi, li dovrebbe solo sacrificare per economizzare il sangue bianco…

Chi sono questi uomini coraggiosi, difesi con ardore dal tenente Villefort dinanzi al capitano Périmont? Chi erano quei giovani africani in abiti militari blu e sul capo la chéchia, il loro tipico fez rosso, a combattere e morire sui campi di battaglia d’Europa durante la Prima guerra mondiale? Sono passati alla storia come tirailleurs sénégalais, truppe di fucilieri africani – e non solo senegalesi nonostante il nome – reclutati dall’esercito francese nelle colonie africane. Dietro il nome del battaglione ci sono giovani appartenenti a decine di etnie (wolof, bambara, baulé, ecc.) travolti dai destini della Storia.

Attraverso la storia di Yacouba Ndaw, giovane badolo (contadino) wolof, ripercorriamo la storia di circa duecentomila africani che, dietro un pagamento di cinquanta franchi alle famiglie e contro la promessa della nazionalità francese, lasciarono le loro terre nel 1914 per salpare da Dakar: verso Marsiglia, la Francia, un mondo totalmente sconosciuto e di cui la stragrande maggioranza neppure sapeva parlare la lingua. Yacouba, insieme ai compagni Moussa, Issa, Djibril, si ritroverà così a passare dalle temperature equatoriali a quelle gelide del continente europeo. Dall’affetto delle famiglie alla diffidenza delle popolazioni locali. Molti di loro moriranno di polmonite, febbri e stenti prima ancora di raggiungere il fronte. Dopo un addestramento condensato in pochissime settimane, Yacouba sarà spedito su campi di battaglia oggi tristemente famosi: Champagne, Verdun, Chemin des Dames. Storie di battaglie, orrori ed esperienze raccontate dal punto di vista di tanti valorosi giovani venuti a combattere e morire per una guerra non loro. Trentamila Circa Non torneranno mai a casa, alle loro mogli e villaggi. Yacouba avrà la fortuna di ritrovare la sua amata Aissatou, che lo ha aspettato al villaggio. A dispetto del loro altissimo tributo di sangue, le gesta dei fucilieri senegalesi resteranno a lungo misconosciute in Europa. Agli autori il merito di guidarci – grazie a una sceneggiatura precisa e a un disegno intenso – dai caldi soli tropicali e dai racconti notturni dei griotsotto gli alberidella palabre, fino alle trincee inondate di fango e sangue dell’Europa continentale. Il merito, soprattutto, di ricordarci il prezzo pagato dal “sangue nero” sui campi di battaglia europei. Sacrificio ricordato dalle parole del primo presidente senegalese, il poeta Senghor, che di loro scrisse: «No, voi morti non siete gratuiti! […] Siete i testimoni dell’Africa immortale. Siete i testimoni del mondo nuovo che sarà domani».

Sang noir, di Frédéric Chabaud & Julien Monier

Physalis, 2013, lingua francese, 97, € 42,46

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