Forte aumento di giornalisti arrestati in Etiopia, l’allarme di Human rights watch

di claudia

di Andrea Spinelli Barrile

Un’ondata di repressione sta caratterizzando la stampa etiope. Da questa estate, secondo l’organizzazione per i diritti umani Human rights watch, l’Etiopia ha assistito a un boom di arresti dei suoi giornalisti e professionisti dei media.

L’organizzazione per i diritti umani Human rights watch ha espresso l’allarme per il forte aumento degli arresti di giornalisti e professionisti dei media in Etiopia dall’agosto 2025 e avverte che questa ondata di repressione compromette la libertà di stampa in vista delle elezioni nazionali del 2026.

L’organismo di controllo dei diritti umani ha detto che almeno sei operatori dei media sono stati arrestati arbitrariamente e che alcuni di loro sono stati trattenuti in isolamento o senza accusa, denunciando i “rinnovati sforzi del governo per sopprimere l’informazione indipendente, che mirano a impedire il controllo pubblico sul governo”. Lo riporta una dichiarazione di Laetitia Bader, vicedirettrice di Hrw per l’Africa: “Le autorità dovrebbero smettere di prendere di mira giornalisti e operatori dei media e rilasciare immediatamente coloro che sono ingiustamente detenuti per il loro lavoro”.

In particolare, Hrw gli arresti del 3 settembre di tre giornalisti di Sheger Fm 102.1 (Tigist Zerihun, Mintamir Tsegaw ed Eshete Assefa) avvenuti pochi giorni dopo che l’emittente aveva trasmesso un servizio sugli operatori sanitari. L’Autorità per i media etiope aveva ordinato la rimozione della trasmissione, accusandola di parzialità e istigazione, ma nonostante l’obbedienza dell’emittente gli arresti sono avvenuti lo stesso. Eshete è stato rilasciato lo stesso giorno, mentre Tigist e Mintamir rimangono in stato di detenzione, nonostante la libertà su cauzione concessa il 17 settembre.

giornalista in etiopia

Il 5 agosto, un giornalista della Tv regionale somala, Khadar Mohamed Ismail, è stato arrestato e ad oggi è ancora in carcere senza accuse; Hrw cita anche la detenzione in isolamento del conduttore radiofonico Abdulsemed Mohammed, rilasciato il 22 agosto, e il rapimento del caporedattore di The Reporter, Yonas Amare, che è stato trattenuto da uomini armati e mascherati per otto giorni prima di essere liberato.

A marzo, sette giornalisti dell’Ethiopian broadcasting service (Ebs) sono stati accusati di terrorismo a seguito di una trasmissione contenente accuse di violenza sessuale da parte di soldati etiopi. Ad aprile, la polizia di Addis Abeba ha fatto irruzione negli uffici del quotidiano Addis Standard, confiscando dispositivi che, secondo la testata, sono poi stati restituiti con installati “malware di sorveglianza”. A giugno, il caporedattore di Ethiopia insider, Tesfalem Woldeyes, è stato arrestato con l’accusa di “diffusione di false informazioni” e successivamente rilasciato su cauzione.

Gli arresti seguono l’approvazione da parte del Parlamento di Addis Abeba, il 17 aprile, degli emendamenti alla legge sui media del 2021, che hanno trasferito poteri chiave al direttore generale dell’Autorità per i media etiope, nominato dal primo ministro, emarginando al contempo la società civile e le associazioni professionali.

Condividi

Altre letture correlate: