Etiopia, «il golpe pianificato su vasta scala»

di Enrico Casale
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Gli organizzatori del tentativo di rovesciare il governo dello Stato di Amhara, nel nord dell’Etiopia, avevano pianificato di uccidere altri funzionari. A sostenerlo è una commissione governativa che sta indagando sul golpe messo in atto nella notte tra sabato e domenica. Il piano ha portato all’uccisione di cinque personalità di spicco, tra cui il capo dell’esercito generale Seare Mekonnen. Tre sono morti nello Stato di Amhara e due sono stati uccisi nella capitale, Addis Abeba.

La Task Force di cui fanno parte membri dei dicasteri della Giustizia e degli Interni è stata costituita per indagare le dinamiche dei fatti. Dopo le prime indagini, 255 persone sono state arrestate: 212 nello Stato di Amhara e 43 nella capitale. Ieri, 27 giugno, un partito di opposizione ha dichiarato che più di 50 dei suoi membri sono stati arrestati dopo il golpe.

Le forze di sicurezza hanno sequestrato 27 fucili Ak 47, due mitragliatrici e un numero imprecisato di pistole.
La task force sta esaminando il possibile collegamento tra le uccisioni nell’Amhara e quelle ad Addis Abeba. Secondo esponenti del governo, i fatti sono collegati.

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