Eritrea rilascia 36 prigionieri arrestati a causa della loro fede

di Stefania Ragusa
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Le autorità eritree hanno rilasciato su cauzione 36 prigionieri che erano stati detenuti a causa della loro fede. Quattrodici tra loro erano stati detenuti negli ultimi quattro anni nell’isola di Dahilik. Anche altri ventidue arrestati alla fine del mese scorso sono stati liberati su cauzione. I prigionieri provengono tutti da chiese evangeliche e pentecostali.

Nel 2002 l’Eritrea ha introdotto una nuova legge che vieta tutte le chiese ad eccezione di quella cristiana ortodossa, cattolica e luterana. Anche l’Islam sunnita è ufficialmente riconosciuto. Nel settembre 2020, il governo eritreo aveva già rilasciato più di 20 prigionieri detenuti da anni. A dicembre, è stata la volta di 28 testimoni di Geova, rimessi in libertà dopo aver scontato lunghe pene detentive.

Molti cristiani rimangono ancora in detenzione e altri vengono regolarmente arrestati a causa della loro fede, secondo gli attivisti per la libertà religiosa. Il governo eritreo accusa i cristiani pentecostali ed evangelici di essere strumenti di governi stranieri.

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