Oltre 430 nuove famiglie di rifugiati burkinabé, circa 1.200 persone in fuga dalle minacce dei gruppi armati, dalla violenza e dall’insicurezza, si sono registrate ai funzionari Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) a Koro, nella regione di Bandiagara, nel Mali centrale, alla data del 5 agosto. La città di Koro, sottolinea l’Unhcr in una nota ufficiale, ospita attualmente la più alta concentrazione di rifugiati in Mali, con circa 50.000 persone.
Provenienti dai villaggi di Ingani, Posso e Andekanda, situati nella provincia di Loroum in Burkina Faso, queste persone sono per lo più donne e bambini, arrivati a Koro in uno stato di “estrema vulnerabilità”, dopo aver ricevuto un ultimatum da gruppi armati che ordinava loro di lasciare i loro villaggi entro due ore. Lo si apprende da una nota dell’Unhcr e da un reportage dell’agenzia turca Anadolu, che sul posto ha un corrispondente.
“Eravamo nei campi quando sono arrivati uomini armati. Ci hanno ordinato di lasciare immediatamente il nostro villaggio di Ingani. Avevamo due ore, altrimenti ci avrebbero uccisi” riferiscono alcune persone arrivate a Koro all’agenzia stampa turca: “Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di tornare a casa a prendere le nostre cose”. Una testimone citata da Anadolu è Zalissa, una vedova trentenne e madre di nove figli: “In preda al panico, sono fuggita con i miei figli e altri abitanti del villaggio senza prendere nulla. Tuttavia, i miei due figli più grandi non erano con noi nei campi e non so se siano ancora vivi”.
Questi rifugiati sono temporaneamente ospitati in spazi ed edifici pubblici e hanno ricevuto cibo dalla Camera di commercio di Koro: nonostante questa prima assistenza, l’Unhcr evidenzia “l’urgente necessità” di alloggi, cibo, acqua potabile, articoli per l’igiene e la sanità, beni di prima necessità per la casa e supporto psicosociale. Secondo l’Unhcr, questi arrivi si aggiungono ai 140.404 rifugiati già registrati in Mali al 31 luglio 2025, oltre il 70% dei quali proviene proprio dal Burkina Faso.
L’Unhcr stima che altri 92 rifugiati siano in attesa di registrazione, principalmente nelle regioni di Bandiagara e Douentza.



