Così le carenze sanitarie dell’Africa centrale alimentano il traffico di farmaci

di Tommaso Meo

Dalle bancarelle di strada ai lotti contaminati nelle farmacie ufficiali: un report Onu mostra perché la sola repressione non basta a fermare le reti criminali

di Céline Camoin

Antibiotici, trattamenti antimalarici, antidolorifici, oppioidi. Oltre 250 tonnellate di prodotti farmaceutici sono state sequestrate nell’arco di sei anni in Africa centrale. Dietro queste cifre si cela un mercato illecito che prospera non solo nonostante la fragilità dei sistemi sanitari della regione, ma in parte proprio a causa di essa. È questa la dinamica descritta in un nuovo rapporto pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc). Il commercio illecito va ben oltre i farmaci contraffatti: comprende medicinali autentici sottratti alle catene di distribuzione legali, prodotti non autorizzati e farmaci introdotti illegalmente attraverso i confini.

L’esplosione dei sequestri nella regione

Tra il 2020 e il 2025, le autorità hanno sequestrato 251 tonnellate di prodotti farmaceutici in Camerun, Repubblica del Congo, Gabon, Repubblica Centrafricana e Ciad. I sequestri annuali sono passati da circa cinque tonnellate nel 2020 a quasi 116 tonnellate nel 2024, per poi superare le 97 tonnellate nel 2025.

Le Nazioni Unite hanno avvertito però di non interpretare il aumento come un indicatore diretto della crescita del fenomeno. Sequestri più ingenti possono riflettere sia un incremento del traffico sia un’azione di contrasto più incisiva; inoltre, i dati disponibili variano notevolmente da un Paese all’altro e di anno in anno. Quando i farmaci scarseggiano, sono inaccessibili per i costi elevati o semplicemente difficili da reperire, i venditori illegali si dimostrano abili nel colmare il vuoto.

Tuttavia, le dimensioni del fenomeno sono impressionanti. Il Camerun ha registrato la quasi totalità dei sequestri del 2025, con 96 tonnellate intercettate, a fronte delle appena 2,5 tonnellate di cinque anni prima. I prodotti sequestrati nella regione spaziano da antibiotici, antimalarici e antinfiammatori ad antidolorifici e sostanze psicoattive come tramadolo e pregabalin.

«Il rapporto delinea un sistema di traffico multimodale che sfrutta rotte marittime, fluviali, aeree e stradali, coinvolgendo una vasta gamma di attori», ha dichiarato Sylvie Bertrand, rappresentante regionale dell’Unodc per l’Africa occidentale e centrale.

I costi alimentano il mercato illecito

Tuttavia, il rapporto – realizzato in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e la Comunità Economica e Monetaria dell’Africa Centrale (Cemac) – suggerisce che le radici di questo commercio sfuggono in parte al controllo delle forze dell’ordine.

Malaria, tubercolosi e Hiv rimangono diffuse in tutta la regione, mentre i sistemi sanitari pubblici faticano spesso a garantire le cure necessarie. Nel 2023, l’indice di copertura sanitaria universale dell’Oms ha collocato tutti e sei i Paesi del blocco economico dell’Africa centrale tra quelli con le prestazioni peggiori al mondo. Il Ciad ha ottenuto un punteggio di appena 26 su 100, a fronte di una media globale di 71.

Le distanze e i costi aggravano il problema. Nella Repubblica Centrafricana e in Ciad, oltre metà della popolazione viveva a più di due ore di distanza da un ospedale pubblico in grado di fornire assistenza d’emergenza, secondo i dati citati nel rapporto. In Ciad, una siringa di insulina pre-riempita arrivava a costare l’equivalente di quasi 16 giorni di stipendio di un dipendente pubblico con la retribuzione più bassa.

In queste circostanze, acquistare farmaci per strada può diventare non tanto un’alternativa al sistema sanitario ufficiale, quanto una necessità. Nella Repubblica Centrafricana, i consumatori hanno riferito ai ricercatori che i venditori informali consentivano loro di «acquistare una o due compresse per circa 100 franchi Cfa» – all’incirca 20 centesimi – anziché «comprare la confezione da 12 [in farmacia]». Il risultato è un mercato in cui può risultare difficile distinguere tra farmaci legittimi, contraffatti e di qualità inferiore allo standard.

Il rischio dei farmaci falsi

Tra il 2013 e il 2025, il sistema di sorveglianza dell’Oms ha registrato incidenti riguardanti 228 prodotti medici nel blocco economico dell’Africa centrale. Di questi, il 71% è stato classificato come contraffatto e l’11% come di qualità inferiore allo standard. Aspetto forse ancora più preoccupante, un terzo degli episodi è stato rilevato all’interno di filiere regolamentate, il che suggerisce che acquistare medicinali presso un punto vendita autorizzato non elimini il rischio.

Nell’aprile 2025, l’Oms ha segnalato la presenza di lotti contraffatti di amoxicillina in Camerun e nella Repubblica Centrafricana, privi del principio attivo indicato in etichetta. Nel settembre 2026, le autorità camerunesi hanno sequestrato a Yaoundé migliaia di colli contenenti, tra l’altro, medicinali contraffatti, materiali per il riconfezionamento di farmaci e sostanze psicotrope.

Le rotte del traffico e le conseguenze per i pazienti

Le rotte del traffico seguono in gran parte le direttrici del commercio regionale legale. I porti di Apapa (Nigeria) e Douala (Camerun), insieme agli scali fluviali di Brazzaville e Bangui, sono stati individuati come principali punti di ingresso. Tra il 2020 e il 2025, le autorità hanno inoltre sequestrato 7,3 tonnellate di prodotti farmaceutici presso gli aeroporti della regione.

Le reti criminali che gestiscono questo traffico sono estremamente eterogenee: includono produttori clandestini, grossisti, venditori informali, corrieri, operatori sanitari, funzionari pubblici corrotti e venditori online. Secondo il rapporto, anche i gruppi armati hanno trovato il modo di trarre profitto da questo fenomeno, saccheggiando strutture sanitarie, rivendendo medicinali o riscuotendo «tasse» dai convogli che attraversano i territori sotto il loro controllo.

Per i pazienti, le conseguenze possono essere drammatiche. Medicinali contenenti ingredienti errati o dosaggi sbagliati possono causare avvelenamenti, il fallimento delle cure e la morte. Possono inoltre contribuire alla resistenza antimicrobica, permettendo a batteri e altri patogeni di evolversi in modi che rendono meno efficaci i farmaci esistenti.

Nel 2023, in Camerun, 12 bambini sono morti dopo aver assunto uno sciroppo pediatrico contenente ingredienti contaminati, secondo l’Unodc.

Oltre la repressione

Tuttavia, le stesse vulnerabilità che espongono i pazienti ai farmaci illeciti rendono anche più complessi gli sforzi per debellare questo traffico. «Nessuno Stato può affrontare da solo questa sfida transnazionale», ha detto Sylvie Bertrand, rappresentante regionale dell’agenzia.

Il rapporto esorta i Paesi ad armonizzare le legislazioni, rafforzare i controlli e migliorare la cooperazione transfrontaliera. Sottolinea inoltre la necessità di ampliare l’accesso a farmaci sicuri e a prezzi accessibili, poiché il mercato illecito risponde a una domanda che il sistema sanitario ufficiale non è riuscito a soddisfare.

Bloccare le forniture illegali senza affrontare le carenze, i prezzi elevati e le distanze che spingono i pazienti a rivolgersi a tale mercato rischia di lasciare sostanzialmente intatto il commercio di farmaci illeciti, ritengono gli autori del rapporto.

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