Contro la violenza in Ciad, un nuovo gruppo aderisce all’accordo di pace nel Tibesti

di claudia
soldato ciadiano

Anche il Comitato Popolare Diffa Al-Watan Miski, gruppo di autodifesa attivo nella regione del Tibesti, ha sottoscritto l’accordo di pace firmato tra il governo e il Comitato di autodifesa Miski lo scorso aprile per mettere fine ad anni di violenza alimentata dalle risorse minerarie della regione.

Stando a quanto riportato dai media locali, la firma è avvenuta sotto l’egida del Mediatore della Repubblica, Saleh Kebzako.  “Questo accordo è in linea con la politica di dialogo promossa dal maresciallo Mahamat Idriss Déby Itno, Presidente della Repubblica, che da diversi mesi invoca la pace attraverso soluzioni negoziate”, si legge nel documento. I principali punti dell’intesa riguardano la cessazione immediata della violenza, l’integrazione dei combattenti del Comitato nelle Forze di difesa e sicurezza e l’integrazione del suo personale civile nella pubblica amministrazione. Come da intesa firmata lo scorso aprile, è prevista un’amnistia generale per i membri di entrambe le parti per il periodo 2019-2020. Inoltre verrà attuto un programma di sminamento nella zona e il governo si è impegnato a favorire lo sviluppo di infrastrutture socio-educative, di vie di comunicazione e a garantire l’accesso all’acqua potabile.

A inizio settembre avevano aderito all’intesa anche altri due gruppi armati: il Movimento per il cambiamento e la democrazia in Ciad (Madat) e il Comitato di difesa Yoroguei.

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