Il luminoso talento di Maïmouna Doucouré

di Diego Fiore
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

A lungo il cortometraggio è stato considerato un genere minore rispetto al lungometraggio di finzione, mentre ora finalmente ha ottenuto considerazione e molti cortometraggi famosi sono parte integrante dei grandi concorsi cinematografici e protagonisti di festival dedicati, sia a livello nazionale che internazionale. In molti oggi considerano il cortometraggio come una tappa quasi obbligata, un trampolino di lancio capace di portare i bravi registi dall’anonimato alle grandi sale cinematografiche, anche se nelle nostre sale, purtroppo, è rara la loro programmazione, come nella maggior parte dei canali televisivi.

Un grande merito del 39° Festival e mezzo di Verona, che quest’anno, causa covid, non ha potuto celebrare in sala il suo 40° anniversario, è stato quello di scegliere una serie di corti, più o meno recenti, per il suo programma virtuale “Top Ten Short”. E la maggior parte sono piccole storie intense, come Maman(s), che si potrà vedere oggi dalle 21 fino alla stessa ora di domani all’indirizzo vimeo.com/475896474, password: ttas6). La protagonista di Maman(s)è una bimba di 8 anni, Aida, che vive in un appartamento nella banlieu di Parigi. La sua vita scorre normale, nonostante l’assenza del padre, che dovrebbe raggiungere dal Senegal la famiglia. Ma il suo arrivo reca una brutta sorpresa: insieme a lui arriva anche Rama, che viene presentata come la sua seconda moglie. Gli occhioni di Aida, pieni di lacrime, sono spalancati di fronte all’umiliazione e alla sofferenza della madre e la bambina tenta allora in ogni modo di liberarsi della visitatrice.

Con grande sensibilità la regista tocca il tema della poligamia trasportata in una realtà occidentale e i problemi che ne derivano attraverso il trauma di una bimba. Il film segna il debutto dietro la camera di Maïmouna Doucouré , conosciuta per lo più come attrice, che ha confessato di aver vissuto personalmente la stessa esperienza di Aida. Dopo questo piccolo film uscito nel 2015, Maîmouna raggiungerà un grande successo nel 2019 con il suo primo lungo, ancora una volta autobiografico: Cuties (Carine), programmato su NETLIX, premiato al “Sundance” e in altri importanti festival.  

Amy, undici anni, senegalese di famiglia musulmana,  cresce, come Aida, nella periferia parigina e cerca il senso della sua vita. Quando incontra un gruppo di giovani ballerine che si è scelto il nome di Cuties, si associa a loro con grande entusiasmo. Ispirate dai video musicali e dai social, le ragazze si inventano una coreografia molto sensuale per preparare un’importante competizione: un mondo anni luce lontano dalla loro vita familiare totalmente conservatrice. La presentazione su NETFLIX , che enfatizzava l’aspetto provocatorio della danza, ha suscitato molte critiche, tanto che il canale è stato costretto a rimuovere temporaneamente a programmazione. Critiche insulse perché il film è un coming of age raccontato con grande sensibilità. Sono certa che di Maîmouna sentiremo ancora parlare.

(Annamaria Gallone)

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