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Negli ultimi due decenni, la Repubblica popolare cinese ha notevolmente ampliato il suo raggio d’azione in Africa in termini di investimenti, aiuti allo sviluppo e diplomazia culturale. Oggi Pechino rappresenta il più grande partner commerciale e investitore dell’Africa, nonchĆ© uno dei principali donatori di aiuti allo sviluppo del continente. Allo stesso tempo, l’Africa ha acquisito un’importanza crescente per lāobiettivo cinese di aumentare la propria influenza globale.
di Stefano Pellegrini
Il settore degli aiuti esteri in Africa ĆØ stato tradizionalmente dominato dai Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Osce). La fine della Guerra fredda ha frantumato un sistema bipolare, modificando e sovvertendo i rapporti di forza tradizionali nello scacchiere geopolitico mondiale. In questo contesto, sono emersi nuove potenze, interessi e donatori alternativi, mentre il primato economico e politico dei Paesi occidentali in Africa ĆØ gradualmente diminuito.
Nuovi equilibri
La presenza di Pechino in Africa si ĆØ espansa rapidamente in seguito all’ingresso della Cina nel sistema economico globale con la cosiddetta “go out policy“, che, dall’inizio da inizio 2000, ha promosso e incentivato gli investimenti cinesi all’estero. Il governo cinese ha introdotto cosƬ misure di assistenza per le imprese locali nello sviluppo di una strategia di espansione sui mercati internazionali.
Mentre l’Africa acquisiva rapidamente un ruolo sempre più centrale per la fornitura di materie prime alla Cina, negli ultimi ventāanni sono stati firmati accordi di cooperazione sotto lāegida di istituzioni multilaterali di nuova costituzione, come il Forum sulla cooperazione tra Cina e Africa (Focac).
Il Focac servƬ a creare una tavola rotonda per coordinare e potenziare le relazioni sino-africane, e per creare unāalternativa alle istituzioni occidentali, dando vita ad un sistema di dialogo parallelo, incentrato sulle necessitĆ di due realtĆ in via di sviluppo.
Il primo incontro, avvenuto a Pechino nel 2006, è considerato un evento fondamentale nella storia delle relazioni sino-africane. Da allora, le manovre di Pechino nel continente sono diventate di interesse globale, come dimostra la partecipazione di António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite, al vertice Focac del 2018.
ComplementaritĆ economica
La speciale attenzione che Pechino rivolge allāAfrica ĆØ dettata innanzitutto dalla complementaritĆ economica con i Paesi africani. In primis, gran parte dei Paesi africani sono ancora privi di reti di trasporto e telecomunicazione, mentre la Cina possiede oggi una delle più grandi e competitive industrie nellāingegneria edile. Inoltre, come effetto della globalizzazione, per sostenere lāinarrestabile crescita economica il fabbisogno cinese richiede sempre più risorse naturali. Queste sono fornite proprio dallāAfrica, le cui estrazione e trasformazione sono rese possibili dalle nuove infrastrutture costruite perlopiù da societĆ cinesi sovvenzionate dallo Stato. La corrispondenza tra la domanda cinese di materie prime e la necessitĆ dellāAfrica di dotarsi di infrastrutture sta permettendo alle relazioni sino-africane di svilupparsi rapidamente.

LāAfrica ĆØ una realtĆ in crescita sia sul piano economico che demografico. Per questo motivo, la necessitĆ di migliorare le reti di trasporto, distribuzione energetica e comunicazione ĆØ quanto mai pressante. Da non sottovalutare ĆØ poi lāimpatto dello sviluppo infrastrutturale per la crescita del commercio intra-africano, oggi molto limitato a causa dellāinsufficienza di reti di trasporto interne efficienti. Una delle ragioni di questo āvuoto viarioā ĆØ riconducibile alle logiche europee di gestione territoriale del continente, che rispondevano alle prioritĆ economiche delle potenze coloniali: strade, porti e ferrovie erano concepite e costruite unicamente per esportare le innumerevoli ricchezze del continente, andando cosƬ a valorizzare principalmente strutture e cittĆ litorali.
Oggi molti paesi africani guardano al rafforzamento degli scambi interni come un volano per lo sviluppo industriale. NovitĆ di rilievo in questo senso ĆØ l’adozione, dal primo gennaio 2021, dell’area di libero scambio continentale (il più grande mercato del mondo). La Cina stessa potrebbe approfittare di una maggiore efficienza di questo mercato per piazzare i suoi prodotti in Africa, oltre che per accaparrarsi quantitĆ non indifferenti di materie prime di cui necessita ā soprattutto petrolio, ferro, bauxite e nichel.
Lāagenda politica di Pechino
Nonostante gli interessi economici della Cina siano cruciali, da soli non spiegano il crescente impegno di Pechino in Africa. Un importante motivo per cui la Cina sta investendo in Africa ĆØ infatti la possibilitĆ di allargare la sua influenza politica allāinterno delle organizzazioni internazionali. Rafforzando le sue relazioni diplomatiche attraverso la cooperazione economica, Pechino può contare, sempre di più, sul voto dei Paesi africani in sedi importanti come quella dellāOnu. Lāimportanza strategica dellāAfrica sta nel suo vantaggio numerico quale più grande raggruppamento di Stati e nella tendenza a votare in blocco.

I Paesi africani sono quindi considerati fondamentali per il sostegno che possono fornire all’agenda politica di Pechino nelle sedi multilaterali e risultare particolarmente utili quando si tratta di decidere questioni delicate e prioritarie per il governo cinese, ad esempio Taiwan o il controllo del Mar Cinese Meridionale.
La realtĆ ĆØ complessa e multidimensionale, e non può essere ridotta, come spesso avviene, ad un quadro che vede la Cina come nuova potenza coloniale e i Paesi africani come attori passivi, deboli e vulnerabili. La cooperazione tra Cina e Paesi africani si basa infatti su un apparente approccio win-win, in cui entrambi gli attori riescono a portare avanti la propria agenda in un clima di non interferenza reciproca: entrambe le parti hanno molti incentivi, non limitati alla sola sfera economica, per cercare nellāaltra un partner affidabile.
La tipologia di aiuto cinese
L’ascesa della Cina in Africa non ĆØ stata priva di polemiche. Le posizioni occidentali si sono mostrate particolarmente preoccupate per l’appetito del gigante asiatico verso le materie prime africane e per la natura degli aiuti esteri della Cina, che arrivano senza “vincoli politiciā. Gli interessi cinesi in Africa si basano infatti su apparenti vantaggi reciproci, senza alcuna intenzione di interferire negli affari di politica interna.

Un motivo centrale per cui i Paesi africani vedono nella Cina un ottimo partner commerciale ĆØ proprio questa mancanza di condizioni legate agli investimenti, il che li rende molto diversi da attori come lāUnione Europea, la Banca mondiale o il Fondo monetario internazionale. Di fatti, fin dagli anni Ottanta, i donatori occidentali hanno sempre chiesto riforme strutturali in ambito economico e politico in cambio dei loro investimenti, cosa che invece Pechino evita accuratamente di fare. Come sentenziò lāambasciatore cinese in Etiopia nel 2008: Ā«La maggior parte dei governi occidentali stringe legami politici, la Cina invece non utilizza alcun legame politico e il nostro aiuto non ĆØ mai condizionato: noi non diciamo mai āse forniamo questo, si farĆ questoāĀ».
I governi africani hanno generalmente interpretato questo approccio come una forma di rispetto per la loro autonomia. Tuttavia, se i donatori occidentali avevano inizialmente imposto aspre riforme economiche liberiste, dopo gli anni Novanta la richiesta principale era stata quella di rafforzare gli strumenti democratici, la trasparenza dello Stato e la tutela dei diritti umani. Un approccio incondizionato, come quello cinese, potrebbe indirettamente rischiare di favorire regimi autoritari e squilibri sociali.
Cina: mostro o salvatore?
Nella narrazione mediatica del modello di politica estera cinese sembrano prevalere due posizioni contrapposte. Alcuni osservatori descrivono il modus operandi cinese come uno spregiudicato tentativo di accaparrarsi quante più risorse possibile, senza preoccuparsi dei fragili equilibri del continente in termini di governance e sostenibilità . Altri sostengono una visione più positiva, considerandola una politica virtuosa che contribuisce ad uno sviluppo economico a lungo termine attraverso progetti infrastrutturali e opportunità di reddito.

Come visto, questa polarizzazione rivela due facce della stessa moneta. Da un lato, gli aiuti e il finanziamento allo sviluppo della Cina colmano un vuoto lasciato dall’Occidente e promuovono la crescita dei paesi africani. Molti progetti cinesi, infatti, richiedono grandi investimenti e lunghi termini di rimborso che i donatori tradizionali sono restii a concedere. Dallāaltro, questi benefici a breve termine non possono nascondere le potenziali ripercussioni negative sul lungo periodo se non si considerano questioni di governance, equitĆ , tutela dei diritti e sostenibilitĆ .
Basta cosƬ?
La cooperazione economica tra Cina e Africa sembra, per il momento, rispondere alle necessità di entrambi gli attori, ma perché questi investimenti siano davvero catalizzatori di sviluppo e cambiamenti la semplice realizzazione dei progetti non può essere sufficiente.
Lāeffettivo impatto dei progetti e programmi cinesi per la crescita dei Paesi africani dipende da vari aspetti, tra cui lāorizzonte temporale dellāinvestimento e lāintegrazione dei progetti con altri settori economici. Senza una chiara linea politica e una strategia sostenibile da parte di ogni singolo Paese africano, le opportunitĆ di trasferimento di conoscenze e tecnologie, saranno limitate e non troveranno un terreno fertile dove riprodursi.
Perché questo fiume di investimenti si traduca in un altrettanto travolgente sviluppo, ogni singolo Paese dovrà integrare queste opportunità di crescita economica con piani di sviluppo più olistici, così da permettere che le nuove infrastrutture diventino il perno di una fase di progresso e non vuote testimonianze di occasioni sprecate.
(Stefano Pellegrini – Amistades)
SITOGRAFIA
- focac.org
- https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/china-and-africas-integration-agenda-role-focac-21280
- https://www.osce.org/it
- https://www.economist.com/free-exchange/2009/07/21/chinas-going-out-strategy
- https://www.afdb.org/en/knowledge/publications/african-economic-outlook
- https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-crescita-demografica-dellafrica-29041
- https://link.springer.com/article/10.1007/s13563-020-00233-4
- https://www.reuters.com/article/us-china-africa-idUSKCN1LH34P


