di Andrea Censoni
Mentre gran parte del mondo tecnologico sembra avere un solo pensiero fisso ā lāintelligenza artificiale ā lāAfrica sta andando in unāaltra direzione. Non per mancanza di ambizione, ma per scelta. Una scelta che parla di infrastrutture, energia, sanitĆ , imprese reali e modelli di crescita più solidi di quanto spesso si immagini
La rivoluzione digitale dellāAfrica non ĆØ più una promessa esotica, ma un mercato che fa scelte autonome e che costruisce, passo dopo passo, il proprio percorso. A raccontarlo sono i dati del nuovo report di Partech, uno dei principali osservatori sugli investimenti tecnologici nel continente. Nel 2025 lāAfrica Tech ha raccolto 4,1 miliardi di dollari, tra investimenti diretti nelle startup e finanziamenti sotto forma di prestiti. Un aumento del 25% rispetto allāanno precedente, che smentisce lāidea di un settore in rallentamento. Ma il dato più interessante non ĆØ quanto capitale ĆØ arrivato, bensƬ comeĀ ĆØ arrivato. Quasi la metĆ dei fondi raccolti ā 1,6 miliardi di dollari ā non ĆØ entrata come capitale di rischio, ma come debito. In pratica, prestiti concessi a imprese considerate abbastanza solide da poterli restituire. Ć un record storico per lāAfrica tecnologica. Questo significa una cosa semplice ma importante: molte startup africane non sono più solo idee promettenti, ma aziende che fatturano, hanno clienti, conti in ordine e una gestione credibile.
Per anni il settore finanziario digitale ha dominato la scena africana. App per i pagamenti, credito via smartphone, servizi bancari alternativi: tutto ruotava intorno al fintech. Oggi non ĆØ più cosƬ. Nel 2025 gli investimenti in questo ambito si sono ridotti in proporzione, passando dal 60% al 32%. Non perchĆ© il fintech sia in crisi, ma perchĆ© altri settori stanno crescendo più velocemente. Il caso più evidente ĆØ quello dellāenergia pulita. Le imprese che lavorano su solare, reti locali e accesso allāelettricitĆ hanno quasi triplicato i capitali raccolti. In Kenya, aziende come Strauss Energy o Sun King portano pannelli solari e sistemi di accumulo nelle zone rurali, dove lāelettricitĆ non ĆØ solo luce, ma anche lavoro, servizi e reddito. Crescono anche il commercio online e i software per le imprese, che tornano a livelli di investimento simili a quelli del periodo pre-crisi. E sorprende la sanitĆ digitale: dagli ambulatori virtuali alla logistica medica, il settore passa da 65 a 215 milioni di dollari in un solo anno.Ā
Mentre in Europa e negli Stati Uniti lāintelligenza artificiale assorbe metĆ degli investimenti tecnologici, in Africa resta sullo sfondo. Nessuna corsa ai supercomputer, nessuna startup da miliardi di dollari. Ma non si tratta di un ritardo. Piuttosto, di un altro modo di usare la tecnologia. In Africa lāintelligenza artificiale viene applicata a problemi concreti: valutare il rischio di un prestito, ottimizzare le consegne, aiutare i medici nella diagnosi, migliorare lāuso dellāacqua in agricoltura. Come osserva Partech, lāobiettivo non ĆØ creare i āgiganti globaliā dellāIA, ma strumenti utili allāeconomia reale. In altre parole, lāAfrica non sta perdendo il treno: sta viaggiando su un binario diverso.
Sul piano geografico, il Sudafrica torna in testa per quantitĆ di investimenti e numero di operazioni, cosa che non accadeva dal 2017. Segue il Kenya, dove colpisce la soliditĆ delle imprese su cui scommettono gli investitori. Nigeria ed Egitto completano il gruppo dei quattro Paesi principali, che insieme raccolgono oltre lā80% dei capitali. Ma iniziano a emergere anche nuovi poli regionali, come Marocco e Tunisia.Ā Non tutto, però, va nella direzione giusta. Gli investimenti nelle fasi iniziali sono in calo. Nel 2025 le risorse destinate alle startup appena nate diminuiscono ancora, e solo una piccola parte riesce a crescere e passare allo stadio successivo. Ć un problema serio: meno nuove imprese oggi significa meno aziende solide domani. Senza fondi pazienti, disposti ad aspettare e a correre rischi, lāecosistema rischia di invecchiare senza rinnovarsi. CāĆØ poi il tema del genere. Le startup guidate da donne ricevono solo una piccola parte dei capitali disponibili, nonostante esempi di successo evidenti. In Nigeria, LifeBank ha rivoluzionato la distribuzione di sangue e farmaci salvavita. In altri Paesi, nuove piattaforme stanno costruendo le basi dellāassicurazione digitale. Il talento non manca. A mancare ĆØ lāaccesso alle risorse.
Guardando al 2026, il quadro ĆØ doppio. Da un lato, imprese più mature, settori infrastrutturali forti e Paesi pronti a consolidare la propria posizione. Dallāaltro, il rischio che senza nuovi investimenti nelle fasi iniziali il sistema perda slancio. La vera sfida sarĆ continuare a usare la tecnologia ā inclusa lāintelligenza artificiale ā per risolvere problemi africani, non per inseguire mode globali.


