Camerun: insurrezione dei separatisti a pochi mesi dalle presidenziali

di Raffaele Masto
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Almeno quattro persone sono rimaste uccise a Buea, in Camerun per un attacco compiuto dai separatisi anglofoni nel sudovest del paese, nella regione che i secessionisti considerano l’Ambazonia. Si tratta della prima azione di questo tipo nella città di Buea da quando il governo centrale ha reso noto il proprio piano di assistenza umanitaria alle popolazioni della regione. L’attacco dimostra che ormai il conflitto tra separatisti e governo è diventato una guerra civile. Dimistra anche che, sul piano militare, i separatisti hanno acquisito armi, combattenti esperti e una buona capacità logistica dato che Buea è un grosso e importante centro a pochi chilometri dallo strategico porto di Douala, praticamente il terminale del petrolio della regione ciadiana di Doba.

Tutto questo accade a pochi mesi dalle elezioni presidenziali che si terranno il 7 ottobre: lo ha annunciato il presidente Paul Biya, al potere dal 1982. Biya non ha ancora fatto sapere se prenderà parte alle elezioni, nonostante la data del voto non sia lontana e i suoi sostenitori stiano insistendo per una sua candidatura. Il gioco “dell’eterno” Biya è chiaro: si presenterà facendo apparire che lo farà solo perchè il paese glielo chiede e naturalmente, salvo colpi di scena, vincerà.
L’opposizione del Fronte socialdemocratico ha designato in Joshua Osih il proprio aspirante presidente. Tra gli altri concorrenti figurano Akere Muna, avvocato ed ex vicepresidente di Transparency International, e Maurice Kamto, capo del Movimento per la rinascita del Camerun.
Vista l’insurrezione dei separatisti dell’Ambazonia il voto si svolgera’ in un contesto di crescenti tensioni e violenze. Oltre all’Ambazonia il paese deve fare fronte alle incursioni degli islamisti di Boko Haram nel nord, nell’area del Lago Ciad.

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