I cinque leader della coalizione C64, formata da vari movimenti dell’opposizione congolese, hanno ribadito oggi a Roma, in una dichiarazione comune, alcune posizioni già note con una novità, l’intenzione di parlare con l’attuale presidente Felix Tshisekedi, da un lato, e dall’altro con l’ex presidente Joseph Kabila, per cercare di trovare una soluzione interna alla crisi attuale. Kabila, rimasto al potere per 18 anni, è ormai protagonista di una ribellione armata che già occupa parte dell’est della Repubblica Democratica del Congo.
La novità sta nel quarto capitolo della dichiarazione comune, intitolato “Iniziativa politica e diplomatica per la pace”. I cinque leader, che condannano qualsiasi opzione armata per risolvere le crisi che attanagliano la Repubblica Democratica del Congo, si impegnano a incontrare il presidente – loro avversario politico – e il suo predecessore che da pochi giorni ha assunto il comando di un nuovo movimento nato dalle ceneri dell’Afc M23, il cosiddetto Fronte per la rifondazione della nazione (Frn). La C64 intende anche condurre un’attività di sensibilizzazione presso i partner della Rdc per sostenere una soluzione negoziata e durevole alla crisi.
Gli altri punti riguardano la ferrea difesa della Costituzione e la condanna di quello che definiscono un progetto di golpe costituzionale da parte di Tshisekedi e del suo schieramento. La C64 ribadisce poi la sua richiesta di un dialogo nazionale inclusivo, senza esclusi, per favorire la pace, il ripristino della fiducia, il garanzia delle libertà pubbliche e il rispetto delle scadenze costituzionali del 2028. La coalizione lancia un appello a un allentamento delle tensioni politiche, chiedendo tra l’altro lo stop ad arresti arbitrari, intimidazioni, ostacoli ad attività politiche pacifiche, il ritorno degli esiliati politici, e la fine dei processi politici.
Il documento è stato firmato da Martin Fayulu, Moise Katumbi, Jean Marc Kabund, Augustin Matata Ponyo e Delly Sesanga, in occasione di quello che è stato il primo incontro in presenza – seppur all’estero – tra i leader della coalizione.



