Boni Yayi non si presenta ai giudici

di Enrico Casale
Boni Yayi
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I magistrati hanno criticato l’ex presidente del Benin Thomas Boni Yayi per aver rifiutato di «rispondere alle domande del giudice inquirente» nelle indagini sulle violenze verificatasi il 1° o il 2 maggio. Gli avvocati di Boni Yayi negano qualsiasi coinvolgimento del loro cliente.

Nel corso di una conferenza stampa a Cotonou, Mario Metonou, il procuratore, ha detto che elementi di prova dimostrano «il coinvolgimento personale dell’ex presidente della repubblica», ecco perché Boni Yayi è stato convocato in tribunale.

Il rinvio dell’udienza a data da destinarsi, richiesta dall’ex capo dello Stato per ragioni mediche, è stato rifiutato. «Il giudice istruttore si è detto disponibile a interrogarlo a casa sua», ha spiegato il pubblico ministero.

In risposta, gli avvocati di Thomas Boni Yayi denunciano una violazione della segretezza dell’inchiesta. Secondo Renaud Agbodjo, il suo cliente non è coinvolto nelle manifestazioni, dal momento che è stato bloccato in casa il 1° e il 2 maggio.

L’avvocato denuncia «una totale strumentalizzazione della giustizia», adducendo «una libertà già limitata» del suo cliente, la cui casa è circondata. Non è, a suo avviso, una decisione giudiziaria ma «politica».

L’avvocato sostiene che c’è stata «una collusione fraudolenta tra politica e giustizia e Boni Yayi non ha le garanzie di un sistema giudiziario indipendente».

 

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