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Edizione del 15/10/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
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Rivista Africa
La rivista del continente vero
Autore

claudia

claudia

    FOCUSStoria

    Ghana, scoperti i resti del primo forte inglese di schiavi in Africa

    di claudia 7 Agosto 2023
    Scritto da claudia

    di Céline Nadler

    La storia degli schiavi venduti dai coloni inglesi nel continente africano è iniziata proprio in Ghana, al centro dei riflettori dopo che l’archeologo Christopher DeCorse ha guidato un team di ricerca alla scoperta della posizione esatta di quello che si pensa sia stato il primo forte di schiavi costruito dagli inglesi in Africa.

    Sepolti sotto le rovine di Fort Amsterdam, i resti del famigerato forte Kormantine sono stati estratti da un team diretto dal professore della Syracuse University degli Stati Uniti d’America, secondo la Bbc. Dalle rovine il team ha scoperto una pietra focaia (tipica di quelle usate in Inghilterra per la fabbricazione delle antiche pistole), caratteristiche pipe per tabacco e ceramiche rotte, testimonianze del “primo avamposto inglese stabilito in Africa”, spiega DeCorse.

    La scoperta del team di archeologi può far luce sulla vita di quei primi commercianti così su coloro che furono venduti e sull’impatto sulla comunità che li circondava. Le città di pescatori costiere del Ghana, note per le loro barche colorate e le melodie cantate dai pescatori, rimangono infatti segnate da un passato di sfruttamento europeo e crudeltà umana. I forti degli schiavi disseminati lungo quella che un tempo era chiamata Gold Coast sono un incombente ricordo di quel passato, in quanto centinaia di migliaia di persone sono passate attraverso di loro prima di essere trasportate in condizioni orribili attraverso l’oceano.

    Fort Kormantine – costruito dagli inglesi nel 1631 – è stato uno dei primi luoghi in cui è iniziato questo viaggio. Serviva da magazzino per le merci che servivano per comprare gli schiavi. Era anche un breve punto di sosta per coloro che erano stati rapiti da diverse parti dell’Africa occidentale prima di essere spediti nei Caraibi per lavorare nelle piantagioni e contribuire a sviluppare l’economia dello zucchero.

    La tratta degli schiavi iniziò in questa località nel 1663 quando il re Carlo II concesse uno statuto alla Compagnia degli avventurieri reali d’Inghileterra che commerciavano in Africa (in seguito la Compagnia Reale africana), dandole diritti di monopolio sul commercio di esseri umani.

    Due anni dopo, tuttavia, gli olandesi si impadronirono del forte. Dopo aver catturato il forte, gli olandesi costruirono il Forte Amsterdam sullo stesso sito, motivo per cui non è stato possibile identificare in seguito la sua posizione esatta, soprattutto dopo che è diventato un sito del patrimonio mondiale riconosciuto dalle Nazioni Unite, rendendo difficili gli scavi. Eppure il Forte Kormantine ebbe un ruolo chiave nelle fasi iniziali della tratta degli schiavi.

    Vecchie mappe si riferivano a un forte Kormantine in questa regione, testimoniato dal nome della vicina città, Kormantse, al quale è chiaramente collegato. Inoltre, un’altra versione del nome, Coromantee, fu data ad alcuni degli schiavi caraibici che si credeva fossero stati trasportati da questo luogo e in seguito conosciuti per le ribellioni degli schiavi.

    Ma dove si trovava esattamente il forte rimaneva una questione di speculazione, che ora potrebbe essere giunta al termine. Risalente al XVII secolo, Forte Kormantine si trovava sulla costa atlantica proprio quando gli europei iniziarono a spostare il loro interesse dal commercio dell’oro al commercio degli esseri umani. Fu un momento cruciale nella storia del loro coinvolgimento in Africa che avrebbe avuto un profondo effetto sul continente.

    Ma in un certo senso, il duro lavoro è appena iniziato. Gli archeologi trascorreranno i prossimi tre anni cercando di restituire alla storia i resti di Forte Kormantine – la sua architettura e il suo aspetto – che a loro volta dovrebbero rivelare il suo vero significato. 

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    7 Agosto 2023 0 commentI
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