Dopo le mobilitazioni ad Antananarivo, centinaia di giovani marocchini sono scesi in piazza a Rabat, Casablanca, Agadir, Tangeri e Oujda. Denunciano disuguaglianze, disoccupazione e un sistema sanitario ed educativo in crisi. Oltre 60 arresti solo nella capitale, decine in altre città. “Gli stadi ci sono, ma dove sono gli ospedali?”, hanno gridato i manifestanti, accusando il governo di privilegiare i Mondiali Fifa 2030 a scapito dei servizi essenziali. La Generazione Z marocchina – 11 milioni di giovani tra i 15 e i 25 anni – lotta contro un tasso di disoccupazione che sfiora il 50% nelle aree urbane, contratti inesistenti e un futuro che sembra negato. Le reti giovanili come GenZ212 continuano a mobilitare i ragazzi con social e piattaforme digitali.
Il servizio video di Stefano Pancera



