Algeria – Ancora in piazza contro il voto. Presentati i candidati

di Marco Simoncelli

Gli algerini sono tornati in piazza per chiedere un vero cambiamento democratico venerdì per la trentaseiesima settimana consecutiva. Il fatto che il presidente ad interim Abdelkader Bensalah giovedì durante il summit Russia-Africa a Sochi abbia rassicurato l’omologo russo Vladimir Putin sul fatto che la situazione sia “sotto controllo”, ha alimentato ancora di più l’ira dei manifestanti, come riporta France 24.

Gli algerini dunque non si disarmano dopo ben 8 mesi di proteste. Alla vigilia della scadenza del termine per la presentazione dei candidati alle elezioni presidenziali hanno manifestato in modo massiccio contro il potere.

Le strade del centro della capitale Algeri sono state riempite da coloro che lottano contro il “sistema” al potere dall’indipendenza dell’Algeria nel 1962 e contro le elezioni presidenziali per eleggere un successore di Abdelaziz Bouteflika, spinto alle dimissioni lo scorso 2 aprile proprio dalla piazza. “Non ci sarà alcun voto” urlavano i manifestanti algerini in piazza venerdì secondo cui il voto non sarebbe effettivamente libero e non farebbe che rinnovare lo stesso regime esistente da decenni nel Paese, poiché tutti i candidati sono ex ministri dell’ex presidente Bouteflika. Le elezioni sono fissate per il 12 dicembre e proprio ieri sera è scaduto il termine per presentare le candidature.

Il voto per scegliere il successore di Bouteflika si sarebbe dovuto svolgere il 4 luglio, ma è stato annullato perché nessun candidato si era presentato, proprio a causa del caos che stava paralizzando il Paese. La convocazione delle urne per il 12 dicembre rappresenta un successo per il potente capo dell’esercito Ahmed Gaid Salah, uomo forte del Paese che ha sempre sollecitato elezioni entro l’anno ed è molto criticato dal movimento civile pro-democratico.

Secondo quanto riportato da Rfi, sono 22 le candidature presentate e molto varie. Ci sono presidenti di piccoli partiti vicini all’ex alleanza presidenziale, estranei che erano già candidati ai sondaggi annullati del 18 aprile e 4 luglio, ma anche un presentatore televisivo, un veterinario che ha fatto fortuna importando medicinali o il presidente di un’associazione per la protezione dei minori.

Era sicuramente attesa la candidatura del 75enne Ali Benflis, ex capo del governo, due volte candidato alla presidenza ma sempre sconfitto da Abdelaziz Bouteflika.  Banfis aveva annunciato la sua candidatura per le elezioni fissate per 17 aprile prima di arrendersi dopo la seconda settimana di proteste.

Ieri mattina ha poi presentato la sua candidatura Ali Zeghdoud, ultra 80enne, presidente di un piccolo partito, Rassemblement Algerien (RA). Poco noto, anche lui si era presentato alle elezioni del 17 aprile. Ci sono anche Abdelmadjid Tebboune, 73 anni che ha avuto a suo carico dicasteri per diverse volte ed è stato anche primo ministro sotto Bouteflika. Gli altri candidati noti di sabato sera sono l’ex ministro della Cultura, Azzedine Mihoubi, 60 anni, e Abdelkader Bengrina, che era ministro del turismo. Ma ci sono anche altri due uomini, sconosciuti al grande pubblico: Abderrezak Habirat e Jamal Abbas.

I grandi assenti sono innanzitutto i principali partiti islamisti che non ritengono le condizioni elettorali soddisfatte. E poi c’è il Partito dei Lavoratori, il cui segretario generale, Louisa Hanoune, è stato condannato a 15 anni di prigione per “cospirazione”, e infine, l’FLN, lo storico partito del paese di cui Abdelaziz Bouteflika era il presidente onorario che non presenterà candidato.

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