Africa, import armi record per l’Algeria

di Enrico Casale
Algeria esercito
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L’Algeria è il principale importatore africano e il sesto a livello mondiale di armamenti. Secondo il rapporto «Military Spending and Armaments», pubblicato dall’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri), nel 2019, Algeri ha acquistato il 58% delle armi arrivate nel continente. Un business in crescita se si considera che, sempre secondo il rapporto, nel quadriennio 2015-2019, l’import è cresciuto del 71% rispetto al quadriennio 2010-2014. «L’aumento delle importazioni – spiegano i ricercatori svedesi – è legato alle tensioni di lunga data con il Marocco, ma anche alla minaccia terroristica interna e ai conflitti nei vicini Mali e Libia».

Secondo un rapporto del Dipartimento Usa del Commercio, nel 2020, il budget della difesa algerino si è attestato sui 9,45 miliardi di dollari. Il principale fornitore è la Russia che, da decenni, gode, secondo gli analisti statunitensi, di «uno status preferenziale». Negli ultimi quattro anni Mosca ha venduto 203 carri armati e 14 Su-30, caccia multiruolo, e ha già firmato un contratto per la vendita di 14 Su-57, caccia da combattimento di quinta generazione. Alle spalle della Russia si stanno affacciando la Cina (tre fregate) e la Germania (mille veicoli blindati e due fregate).

E l’Italia? Secondo la “Relazione governativa sull’export degli armamenti”, l’Algeria è l’ottava destinazione delle esportazioni italiane di armi e munizioni. Nel 2019 abbiamo venduto volumi per 172,7 milioni di dollari. Si va dalle armi portatili alle bombe e ai missili, dalle apparecchiature per la direzione del tiro alle apparecchiature elettroniche, dagli agenti chimici alle navi da guerra. Secondo quanto riporta il sito specializzato Analisi Difesa, Leonardo, società italiana attiva nei settori della difesa e della sicurezza, ha creato una joint-venture con Algeri per l’assemblaggio di elicotteri. Sempre Leonardo ha dato vita a un’altra joint-venture con Fincantieri per fornire all’Algeria una nave anfibia. Coinvolta nel business anche la Beretta di Gardone Val Trompia (Bs) che negli anni ha fornito pistole e fucili alle forze armate.

«Non va dimenticato il settore delle munizioni – spiega ad Africa&Affari, Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere -. Solo nel 2020, abbiamo venduto proiettili di tutti i calibri per più di 16 milioni di dollari. Un boom se si pensa che nel 2019 l’export ammontava a 370.000 dollari».

(Enrico Casale)

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