I diritti di successione valgono per tutti, uomini e donne, e le consuetudini relative alla terra e alla proprietà fondiaria sono fortemente discriminatorie. A stabilirlo è stato un tribunale di Vihinga, in Kenya, che ha revocato a un uomo l’autorizzazione ad amministrare il patrimonio ereditato dal defunto padre. La Corte, infatti, ha constatato che l’erede non aveva rivelato l’esistenza delle sue sorelle durante il procedimento di successione.
Nella sentenza, depositata l’11 settembre, la Corte di Vihinga ha stabilito che nella domanda di successione presentata dall’erede erano stati omessi gli altri beneficiari o, meglio, beneficiarie, le quali hanno diritto ad essere informate del procedimento di successione, e di appellarvisi se necessario.
Il tema dell’eredità in Kenya (e in tutta l’Africa orientale) resta molto delicato, spesso più soggetto alle leggi tradizionali che a quelle del codice civile, come racconta questa storia recente. A marzo 2022, l’uomo aveva ottenuto in primo grado l’assegnazione dei beni del padre defunto. Tuttavia, al momento di ratificare il provvedimento, è esplosa una disputa familiare: il piano di distribuzione dei terreni prevedeva infatti nove eredi, tutti maschi, ed escludeva completamente le figlie femmine.
Trattandosi di una palese violazione della legge keniana che garantisce pari diritti di successione a prescindere dal genere, il giudice ha revocato la concessione. Per legge, il richiedente avrebbe dovuto raccogliere l’approvazione scritta di tutti i fratelli e le sorelle aventi diritto. L’aver deliberatamente nascosto la presenza delle eredi donne è stato giudicato non come un semplice errore formale, bensì come un reato di occultamento di informazioni rilevanti, bloccando così la spartizione dei beni.
Casi come questo sono molto diffusi. «Quando mio padre ci ha lasciati a me e mia madre non è rimasto nulla – ha raccontato Natasha, una donna keniana, ad Africa Rivista -. È morto all’improvviso e i suoi fratelli si sono divisi tutto quel poco che era riuscito a comprare in vita, la casa, il pezzetto di terra dove coltivava il suo orto. Mio zio è venuto a casa e ha detto a me e mia madre che dovevamo andarcene: non sono più potuta tornare nella casa di mio padre, che è anche la casa in cui sono nata e cresciuta».
Sebbene le tradizioni locali storicamente favoriscano i figli maschi, recenti sentenze di diversi tribunali keniani hanno stabilito in modo inequivocabile che le pratiche culturali non possono prevalere sul diritto costituzionale di una figlia all’eredità, garantito dall’articolo 27 della Costituzione del Kenya. Questo diritto si applica sia che la figlia sia sposata sia che sia nubile. Tuttavia, alcune famiglie praticano ancora sistemi di mediazione tradizionali per escludere le ragazze dalla proprietà terriera.



