La Spagna riconosce la cittadinanza ai saharawi dell’epoca coloniale

di claudia
donna saharawi

La Camera bassa spagnola ha approvato una legge che consentirà ai saharawi nati quando il Paese amministrava il Sahara Occidentale di ottenere la cittadinanza spagnola, una decisione che rischia di riaccendere le tensioni con il Marocco. Il provvedimento, secondo quanto riportano le agenzia internazionali, è passato con 168 voti a favore, 31 contrari e 145 astensioni e prevede la possibilità di estendere la cittadinanza anche ai discendenti dei beneficiari. Secondo i media locali, potrebbero essere tra 70.000 e 110.000 i saharawi interessati.

A sostenere l’iniziativa, presentata da Sumar, sono stati il Partito socialista del premier Pedro Sánchez e il suo alleato di sinistra; il Partito Popolare si è astenuto, mentre Vox ha votato contro. «Stiamo restituendo la carta d’identità nazionale spagnola a quei saharawi che un tempo la possedevano e ai quali questo Stato l’ha tolta», ha dichiarato Tesh Sidi, deputata di origine saharawi di Sumar.

La Spagna controllò il Sahara Occidentale dal 1884 al 1976. Dopo il ritiro spagnolo, il Marocco iniziò a esercitare il controllo sul territorio, rivendicandone la sovranità, mentre il Fronte Polisario, sostenuto dall’Algeria, continua a chiedere l’indipendenza e la creazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica.

La decisione di Madrid arriva in un momento delicato nei rapporti con Rabat, già segnati dall’arrivo a luglio di almeno 70.000 migranti nell’enclave spagnola di Ceuta. Le relazioni si erano distese dopo che nel 2022 il governo Sánchez aveva abbandonato il sostegno a un referendum sul territorio, appoggiando invece la proposta marocchina di autonomia, definita da Madrid «seria, credibile e realistica».

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