In Uganda il 70% dei malati oncologici resta senza assistenza

di Tommaso Meo
tac Africa

L’attuale bilancio dell’Istituto oncologico dell’Uganda (Uci) permette di curare appena il 30% dei pazienti, lasciando gli altri senza assistenza: è la denuncia resa nota dal quotidiano New Vision, che cita i dati diffusi dalla struttura sanitaria di Kampala.

Il centro, che accoglie malati da Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Burundi e Kenya, ha un budget bloccato a circa 13,5 milioni di euro (56 miliardi di scellini) per farmaci e materiali. Secondo il direttore Jackson Orem, per operare in modo adeguato servirebbero oltre 26,5 milioni di euro (110 miliardi di scellini) all’anno.

Secondo i dati riportati, i casi di cancro registrano una crescita del 7% annuo e ammontano a oltre 35.000 nuovi malati. Il quotidiano segnala poi che il 45% dei pazienti abbandona le cure a causa dell’assenza di medicinali, le cui scorte si esauriscono ogni tre mesi. Inoltre, le frequenti interruzioni di energia elettrica danneggiano i macchinari ad alta tecnologia e costringono i medici a sospendere radio e chemioterapie, come affermato dal responsabile per la ricerca Nixon Niyonzima.

Per rispondere a tutti questi problemi, la segretaria permanente del ministero della salute ugandese, Diana Atwiine, ha promesso un aumento dei fondi governativi.

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