Gli incendi che a fine agosto hanno nuovamente colpito diverse province dell’Algeria hanno causato 12 vittime e gravi danni alle infrastrutture locali e alle aree boschive.
L’emergenza riguarda principalmente nelle regioni del Nord, Nord-Est e Centro del Paese. Tra le wilaya, ovvero le province, maggiormente martoriate figurano Annaba, El Tarf, Skikda e Souk Ahras nella fascia nord-orientale; Béjaïa, Bouira e Sétif nella fascia centrale e Cabilia; Médéa e Chlef nell’area centro-occidentale. Le autorità algerine hanno messo in campo l’intero dispositivo di soccorso per fronteggiare la propagazione dei roghi dovuta anche ai venti caldi provenienti dal deserto.
Tra la metà e la fine di luglio, erano stati registrati quasi 2.000 focolai che avevano provocato evacuazioni di massa (come nella provincia di Annaba) e diversi feriti e intossicati, anche tra le squadre di soccorso.
A fine maggio, il governo aveva imposto il divieto assoluto di accesso alle aree forestali fino a fine ottobre, nell’ambito di un nuovo dispositivo di prevenzione contro il rischio di incendi boschivi. Il provvedimento, adottato tramite decreto esecutivo, vieta qualsiasi presenza umana nei boschi, incluse escursioni, picnic, barbecue e spostamenti a piedi, in auto o in bicicletta, con sanzioni che vanno da due a sei mesi di reclusione oltre a pesanti multe.



