Scontro sulla Costituzione in Senegal: il presidente Faye si appellerà al referendum

di Tommaso Meo

Il presidente della Repubblica del Senegal, Bassirou Diomaye Faye, ricorrerà a un referendum popolare per superare il muro contro muro sulla riforma della Costituzione. Ad annunciarlo sono stati i leader della coalizione Diomaye Président. Hanno spiegato che Faye vuole difendere la centralità e la stabilità delle istituzioni di fronte al progetto di legge depositato in Parlamento dal Pastef (il partito da cui proviene lo stesso capo di Stato) per modificare 29 articoli costituzionali. Secondo la coalizione, le modifiche introdotte dall’aula stravolgono completamente i testi originali nati dai precedenti dialoghi con la società civile, in una manovra puramente politica che rischia di indebolire le fondamenta della Repubblica.

Il centro dello scontro istituzionale riguarda una proposta di emendamento per limitare a sole due volte il potere del Presidente della Repubblica di sciogliere l’Assemblea Nazionale, lasciando però ai deputati la facoltà di presentare mozioni di sfiducia contro il primo ministro in ogni sessione. Una dinamica che, calcoli alla mano, potrebbe far cadere fino a dieci capi di governo, paralizzando l’azione dello Stato. Questa e altre questioni saranno sottoposte a una consultazione popolare di cui ancora manca una data. La decisione finale spetterà dunque ai cittadini.

La linea della presidenza è stata ribadita da Aminata Touré, coordinatrice generale della coalizione ed ex ministra della Giustizia, la quale ha sottolineato come la maggioranza parlamentare sia ormai del tutto disconnessa dalle reali priorità del Paese. Secondo Touré, mentre i deputati si concentrano su giochi di palazzo, i cittadini senegalesi devono fare i conti con l’imminente stagione delle piogge, la gestione delle sementi e dei fertilizzanti per l’agricoltura, il rischio di inondazioni e la pressante necessità di formazione e lavoro per i giovani e le donne.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il consigliere ministeriale e portavoce della Presidenza della Repubblica, Abdoulaye Tine, che ha escluso il rischio di una vera crisi istituzionale, forte del sostegno compatto espresso contro la riforma da parte di opposizione, società civile e cittadini.

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