ASAI VIII: a Pavia tre giorni per riflettere sulle “Acque d’Africa”

di Tommaso Meo

di Centro Studi Amistades


Oltre 30 panel e sei sessioni plenarie per la VIII Conferenza biennale dell’Associazione per gli Studi Africani in Italia
di Centro studi AMIStaDeS APS

Dalle grandi infrastrutture idriche ai confl itti per l’accesso all’acqua, dalle migrazioni alle pratiche locali, fi no alle nuove sfi de poste dal cambiamento climatico: sarà l’acqua, nelle sue molteplici dimensioni sociali, politiche, economiche, ambientali e simboliche, il fi lo conduttore della VIII Conferenza biennale dell’Associazione per gli Studi Africani in Italia (ASAI), in programma presso l’Università di Pavia dal 1° al 3 luglio 2026.

Intitolata “Acque d’Africa. Flussi, destini e contesti” /“Africa and Its Waters: Flows, Fates and Frameworks”, la conferenza riunirà studiosi e studiose provenienti da università e centri di ricerca italiani e internazionali per discutere il ruolo centrale delle acque nella storia e nel presente del continente africano. L’iniziativa rappresenta uno dei principali appuntamenti dell’africanistica italiana e offrirà un confronto interdisciplinare tra storici, antropologi, geografi, politologi, sociologi, economisti, linguisti e studiosi delle religioni.

Nel corso delle tre giornate sono previste sei sessioni plenarie e oltre trenta panel tematici, dedicati a questioni che spaziano dalla governance delle risorse idriche ai processi migratori, dalle trasformazioni ambientali alle economie della pesca e dell’agricoltura, dalle infrastrutture idrauliche alle relazioni tra acqua, potere e disuguaglianze sociali.

L’acqua, sottolineano gli organizzatori, non è soltanto una risorsa naturale indispensabile alla vita. È anche uno spazio di relazioni sociali, un fattore di organizzazione economica e politica, una via di comunicazione e scambio, nonché un elemento che contribuisce a ridefinire conflitti, forme di accumulazione della ricchezza e processi di cooperazione internazionale. Le cosiddette idro-socialità mostrano infatti come la gestione delle acque influenzi le società e, al tempo stesso, come le azioni umane trasformino i cicli idrici, la distribuzione e la qualità dell’acqua.

La conferenza dedicherà inoltre ampio spazio alle dimensioni culturali e simboliche delle acque nel continente africano. Dalle pratiche di purificazione alle rappresentazioni dell’acqua nelle cosmologie locali, il tema sarà affrontato anche come chiave di lettura delle relazioni tra esseri umani, ambiente e mondi spirituali.

Un’attenzione particolare sarà riservata alle prospettive teoriche che utilizzano l’acqua come metafora per interpretare la contemporaneità. Concetti quali liquid society, social navigation, liquid empire e liquid imperialism, insieme agli sviluppi dello spatial turn e dell’oceanic turn, offrono infatti nuove chiavi di lettura per comprendere la mobilità, le connessioni transnazionali e i flussi di persone, idee e merci che storicamente legano le società africane al resto del mondo.

Tra gli appuntamenti in programma figura anche il Panel 18, “Le rotte dell’acqua: crisi climatica e risposte locali tra Sahel e Corno d’Africa”, curato dal Centro Studi AMIstaDeS APS. Il panel approfondirà il ruolo della governance partecipativa delle risorse idriche e delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici attraverso casi di studio che spaziano dal restauro del lago Boye in Etiopia al bacino del lago Ciad, fino alle dinamiche di cooperazione internazionale e alle mediazioni diasporiche tra Italia e Senegal nella gestione dell’acqua.
Programma completo: https://www.asaiafrica.

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