Uganda, opposizione sotto attacco: proseguono le sparizioni forzate

di Tommaso Meo

In Uganda continua l’ondata di repressione post-elettorale che ormai da mesi sta prendendo di mira l’opposizione al presidente Yoweri Museveni. Tra gli ultimi casi, il 12 marzo un gruppo di militari ha fatto irruzione a casa di Sheriff Najja, assistente personale del candidato presidenziale ed ex pop star Bobi Wine (fuggito dal Paese per ragioni di sicurezza dopo le elezioni), portando via sua moglie, Natabi Fauzia, conosicuta anche come Maama Kyeyune.

Lo ha denunciato ieri sera sui social lo stesso Wine, che si trova negli Stati Uniti sotto protezione: «Da quel giorno non è stata più vista. Sono passati ormai 17 giorni e risulta ancora dispersa» ha scritto il politico ugandese su X.

L’intera vicenda è stata ripresa in video: uomini armati vestiti con uniformi delle Forze di difesa del popolo ugandese (Updf) hanno spinto la donna in un furgone che la attendeva fuori casa e si sono allontanati velocemente. Ad oggi, né la polizia ugandese né le Updf hanno fornito spiegazioni sull’identità di questi individui, sul luogo in cui è stata trasferita né sulle accuse a suo carico.

«Chiediamo il suo rilascio immediato e incondizionato o, quantomeno, che venga condotta dinanzi a un tribunale competente per rispondere a qualsiasi accusa i suoi rapitori possano muoverle», scrive Wine, secondo il quale il suo partito e i suoi collaboratori hanno segnalato la vicenda alle autorità competenti non ricevendo risposte soddisfacenti. Il politico ha spiegato inoltre di avere presentato denunce formali, sia a varie organizzazioni per la tutela dei diritti umani, sia all’autorità giudiziaria.

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