La comunità Nuer (Naath), uno dei principali gruppi etnici del Sud Sudan, ha completato la revisione del proprio diritto consuetudinario, fermo al 1942. Il processo, coordinato da un apposito Comitato di revisione con il supporto tecnico della missione Onu (Unmiss), ha introdotto novità cruciali: limiti rigorosi all’entità della dote, il riconoscimento dei diritti dei minori e l’abolizione definitiva dei matrimoni forzati.
La riforma è il risultato di mesi di consultazioni partite a ottobre da Juba e proseguite negli Stati di Jonglei, Unity e Upper Nile. Qui, capi tradizionali e leader locali hanno analizzato le discrepanze tra le usanze secolari e le leggi dello Stato, evidenziando come le vecchie norme penalizzassero sistematicamente le donne e alimentassero tensioni sociali legate a doti troppo onerose.
Il nuovo codice non interviene solo sulla famiglia, ma regola aspetti cardine della vita sociale come successioni, risoluzione delle dispute e compensazioni tra clan. In un Paese dove la giustizia tradizionale è spesso l’unico riferimento per la popolazione, questa armonizzazione con la legislazione statale rappresenta un passo concreto verso un sistema più equo e inclusivo.



