È comparsa in aula l’attivista franco-marocchina arrestata a Marrakech

di Tommaso Meo
zineb el kharroubi

Zineb el Kharroubi, una regista e attivista franco-marocchina di 23 anni, esponente del movimento Gen-Z 212, è comparsa ieri davanti al procuratore del re in Marocco, dopo un periodo di fermo trascorso sotto la custodia della polizia giudiziaria. La giovane, residente in Francia e giunta nel Paese per far visita alla famiglia, era stata arrestata il 12 febbraio all’aeroporto di Marrakech con l’accusa di offesa alle istituzioni e incitamento alla rivolta.

Le autorità dello Stato contestano alla ragazza diversi contenuti pubblicati online, ritenuti lesivi dell’ordine pubblico e della figura del sovrano. Secondo fonti legali, la giovane rischia una condanna che potrebbe prevedere una multa superiore a 4.600 euro e una pena detentiva significativa. Il movimento Gen-Z 212, che prende il nome dal prefisso telefonico internazionale del Marocco, è nato sui canali social e sulla piattaforma Discord per dare voce alle rivendicazioni dei giovani marocchini e della diaspora

Il caso ha sollevato forti reazioni tra le organizzazioni per i diritti umani e all’interno della numerosa comunità marocchina all’estero, che vede nell’arresto un segnale di inasprimento della repressione contro il dissenso digitale. Il ministro della Giustizia non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla vicenda, mentre i legali della difesa hanno chiesto la libertà provvisoria per El Kharroubi sottolineando che le opinioni espresse rientrano nel perimetro della libertà di manifestazione del pensiero.

La situazione della giovane è seguita con attenzione anche dal ministero degli Esteri francese, poiché la giovane possiede la doppia cittadinanza. Il movimento Gen-Z 212 ha intanto diffuso un comunicato per chiedere l’immediato rilascio della propria attivista, denunciando quella che definiscono una persecuzione contro una generazione che chiede solo riforme sociali e maggiore trasparenza nella gestione del Paese. La prossima udienza del processo è stata fissata per la settimana ventura, quando il tribunale dovrà decidere sulla convalida definitiva del provvedimento restrittivo.

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