Nigeria, un piano strategico contro il terrorismo

di claudia

Il Centro nazionale antiterrorismo della Nigeria (Nctc) ha pubblicato il suo Piano strategico 2025-2030, con l’obiettivo di diventare un “centro regionale di eccellenza” per l’antiterrorismo nelle regioni dell’Africa occidentale e del Sahel. Il piano descrive in dettaglio le minacce terroristiche, le perdite umane ed economiche e le misure volte a rafforzare la sicurezza nazionale e regionale.

Il primo dato che emerge dal Piano strategico del Nctc è che nell’anno 2024 sono stati 565 i nigeriani a venire uccisi dalla violenza terroristica: oltre 13.900 civili sono morti in 3.400 attacchi in tutta l’Africa, cinque milioni di persone sono state costrette a sfollare nel Sahel e nell’Africa occidentale. Dal 2007, il terrorismo è costato all’Africa 119 miliardi di dollari, di cui il 94% a carico di Nigeria, Mali, Somalia e Libia.

La Nigeria si trova ad affrontare diversi gruppi terroristici e armati: Boko Haram, la Provincia dello Stato islamico dell’Africa occidentale (Iswap), Ansaru, il Movimento islamico della Nigeria (Imn), Lakurawa e i gruppi di criminali come Yan Bindiga e Yan Ta’adda, ma nel report viene citato anche il gruppo separatista biafrano Indigenous people of Biafra (Ipob). Più di 5.000 persone sono attualmente tenute in custodia cautelare con accuse di essere membri di uno di questi gruppi.

L’Nctc prevede di creare un database nazionale che centralizzi le informazioni sui terroristi, un laboratorio forense certificato, un centro operativo nazionale e un call center attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Il piano include anche l’attuazione della Strategia nazionale antiterrorismo (Nactest), piani nazionali di resilienza, piani per combattere gli ordigni esplosivi improvvisati, comunicazioni strategiche, sensibilizzazione sulla sicurezza e il reinserimento degli ex terroristi.

L’Nctc intende anche rafforzare le partnership nazionali e internazionali con la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), l’Unione africana (Ua), le Nazioni Unite (Onu), l’Interpol, il Global counterterrorism forum (Gctf) e centri di eccellenza come l’Accademia internazionale per la lotta al terrorismo (Ailct, Costa d’Avorio), l’Accademia africana per la lotta al terrorismo (Auctc, Algeria), Hedayah (Abu Dhabi) e il Centro internazionale di formazione per il mantenimento della pace Kofi Annan (Kaiptc, Ghana).

Il piano tiene conto del contesto regionale, con il Sahel considerato l’epicentro mondiale del terrorismo, con oltre la metà dei decessi correlati al terrorismo nel 2024, aggravati dal cambiamento climatico, dal traffico di risorse, dalla criminalità transnazionale e dalla vulnerabilità dei giovani. 

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