Gli occhi di Macron sulla sicurezza nigeriana

di claudia

Non stupisce che la Francia abbia fornito intelligence e supporto logistico al Benin per contribuire a sventare il tentativo di colpo di stato di domenica scorsa, ma che abbia anche aiutato la Nigeria nel suo breve intervento militare è una novità, in termini di partnership nel settore della sicurezza.

Il sostegno francese al Benin è stato confermato ieri da una nota ufficiale della presidenza francese, firmata da due consiglieri del presidente Macron, nota in cui si specifica anche che la Francia ha condiviso informazioni di intelligence anche con la Nigeria, che domenica e lunedì ha inviato aerei da combattimento, che hanno bombardato un compound militare a Cotonou, e truppe di terra in territorio beninese, una decisione presa su richiesta della presidenza del Benin.

“La Francia ha fornito supporto in termini di sorveglianza, osservazione e logistica alle forze del Benin” ha dichiarato ai giornalisti un consigliere presidenziale francese, specificando che “questo supporto è stato fornito nell’ambito degli sforzi regionali dell’Ecowas”, il blocco regionale dell’Africa occidentale.

Non sono stati tuttavia dati ulteriori dettagli. Quello che è noto, da note precedenti, è che durante il tentato golpe beninese, il presidente francese Emmanuel Macron è stato costantemente informato e si è sentito al telefono, più volte, con i suoi colleghi africani interessati dagli eventi, il beninese Patrice Talon e il nigeriano Bola Tinubu.

Dopo essersi ritirata da gran parte della sua precedente sfera di influenza nell’Africa occidentale negli ultimi anni, in seguito ai colpi di stato in diverse nazioni, la Francia ha avviato un lavoro diplomatico di basso profilo, preferendo lavorare a sostegno dei governi locali piuttosto che intervenire direttamente, come ha fatto per la maggior parte dei decenni postcoloniali. Ma non solo: Parigi ha cominciato a tessere relazioni, e firmare accordi, anche con Paesi africani storicamente fuori dalla sfera di influenza francese, come il Kenya e, appunto, la Nigeria, due nazioni anglofone.

Bola Tinubu

Poche ore prima del tentato golpe in Benin era stato proprio Emmanuel Macron a dare la notizia che la Nigeria si è rivolta alla Francia per ricevere assistenza in materia di sicurezza, a fronte dell’aumento delle attività terroristiche nel Paese.
Macron, infatti, ha detto di aver avuto una conversazione telefonica con il suo omologo nigeriano Tinubu domenica scorsa, poco prima che a Cotonou si cominciasse a sparare, durante la quale ha espresso il sostegno della Francia alla Nigeria, Paese che affronta numerose sfide in materia di sicurezza, “in particolare la minaccia terroristica nel Nord”. Con un post su X, ancora Macron ha detto che “su sua richiesta, rafforzeremo la nostra collaborazione con le autorità e il nostro sostegno alle popolazioni colpite. Invitiamo tutti i nostri partner a intensificare il loro impegno” con la Nigeria.

Macron non ha specificato quale tipo di aiuto verrà offerto dalla Francia, che ha ritirato le proprie truppe dall’Africa occidentale e centrale e prevede di concentrarsi su formazione, condivisione di informazioni di intelligence e risposta alle richieste di assistenza da parte dei Paesi interessati. Il governo nigeriano ha fatto sapere di accogliere con favore l’aiuto per combattere l’insicurezza, purché venga rispettata la propria sovranità: in passato, la Francia ha già sostenuto gli sforzi per limitare le azioni dei gruppi armati, gli Stati Uniti hanno condiviso informazioni di intelligence e venduto armi, compresi caccia, e la Gran Bretagna ha addestrato truppe nigeriane.

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