24/09/2014 – Centrafrica – Ucciso un sindaco, Seleka sotto accusa

di AFRICA

 

Fidèle Zaga, sindaco della località di Ngakobo, 60 km a sud di Bambari, è stato assassinato da tre uomini armati, presunti membri dell’ex coalizione ribelle Seleka. L’omicidio è stato denunciato dalla Rete dei giornalisti per i diritti umani (Rjdh) sulla base di testimonianze della popolazione che ha assistito al crimine. Il fatto violento si è verificato due giorni fa durante una visita del sindaco al locale campo sfollati, dove stava verificando l’elenco dei cittadini che usufruiscono di aiuti da parte del Programma alimentare mondiale (Pam). All’uscita del campo, Zaga è stato raggiunto da due colpi d’arma da fuoco esplosi da uomini armati in sella a motociclette.

La notizia è stata accolta con stupore e sgomento dai residenti di Ngakobo, già provati da due gravi episodi di violenza nell’ultimo mese. Due settimane fa esponenti Anti-Balaka hanno attaccato accampamenti peul, uccidendo 11 persone, e successive rappresaglie di allevatori nomadi hanno causato 13 morti, tra cui un pastore della Chiesa Elim.

“E’ stata un’uccisione brutale ed incomprensibile. Il sindaco faceva da collegamento tra gli ex Seleka e la popolazione. Si è speso molto in prima persona per il ritorno della pace in città. La sua morte è un brutto segnale” ha dichiarato alla Rjdh una fonte religiosa locale che ha chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza.

A soli 60 km di distanza, a Bambari (centro-est), il generale Joseph Zoundéko, capo di stato maggiore della Seleka, ha stabilito unasua  base militare. Il mese scorso gli uomini di Zoundéko si sono scontrati contro la fazione rivale del generale Ali Djarras, con un bilancio di 25 vittime.

A 18 mesi del colpo di stato militare attuato nel marzo 2013 da Michel Djotodia, capo della Seleka, il Centrafrica è ancora teatro di violenze e instabilità alimentate dall’ex coalizione ribelle – divisa in almeno due fazioni – dalle milizie rivali Anti-Balaka e da alcune comunità, tra cui i peul. Dal 15 settembre è operativa la nuova missione di peacekeeping dell’Onu (Minusca), subentrata a quella africana, accanto alle truppe francesi Sangaris, i cui effettivi sono stati ridotti. – Misna

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