03/06/13 – Niger – Evasione dal carcere di Niamey

di AFRICA

 

“Almeno 22 detenuti evasi, di cui alcuni terroristi, e tre guardie uccise”: è il bilancio ufficiale diffuso dal governo nigerino poche ore dopo la sommossa nel carcere civile di Niamey, favorita secondo le prime ricostruzioni dal gruppo estremista Boko Haram, attivo nella vicina Nigeria. Le autorità hanno riferito di un tentativo di evasione attuato da “un gruppo di detenuti già condannati per associazione a delinquere in collegamento con un gruppo terroristico” ha detto il ministro della Giustizia, Marou Amadou, aggiungendo che “hanno potuto contare su complicità esterne, poiché armi sono state introdotte nel carcere”.

Tra i ricercati eccellenti scappati durante i disordini c’è un certo Shedani, terrorista originario dal Mali, detenuto da diversi anni nel carcere civile di Niamey dopo una condanna per l’uccisione nel 2009 di quattro sauditi nell’attacco del convoglio a bordo del quale viaggiavano nei pressi del confine. Lo stesso uomo è stato riconosciuto colpevole per l’omicidio di un cittadino statunitense, verificatosi nel 2000 davanti a un bar di Niamey. “Le forze di polizia nigerine lo stanno ricercando attivamente” ha assicurato Amadou, precisando che “è stato Shedani ad uccidere le tre guardie” nello scontro a fuoco avvenuto nel carcere. Fonti di sicurezza locali hanno sottolineato che “i prigionieri fuggiti rappresentano un pericolo per l’intera regione”.

I disordini di sabato si sono verificati dieci giorni dopo il doppio attentato suicida – il primo mai compiuto sul territorio del Niger – contro le città settentrionali di Agadez e Arlit, costato la vita a 25 persone. Gli attentati del 23 maggio sono stati rivendicati da due gruppi jihadisti: il Movimento per l’unità e il jihad in Africa occidentale (Mujao), un gruppo islamista legato ad Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi), e la Brigata dei firmatari nel sangue (Katiba al Mulathamin) del miliziano algerino Mokhtar Melmokhtar. I due gruppi hanno minacciato di compiere “nuovi attacchi contro tutti i paesi impegnati militarmente in Mali, non solo in Niger”. Al di là del conflitto nel confinante Mali, scenario nel quale il Niger è impegnato militarmente, il presidente Mahamadou Issoufou aveva ricollegato il doppio attentato a “assalitori e armi in provenienza dalla Libia, che continua a essere elemento di destabilizzazione per l’intera regione del Sahel”. – Misna

 

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