What You Gonna Do When the World’s on Fire?, di Roberto Minervini

di Matteo Merletto
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Presentato in concorso a Venezia WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE? (Che fare quando il mondo è in fiamme?) di Roberto Minervini è un intenso racconto, duro e poetico, della comunità afroamericana di New Orleans.

Un film immersivo che distruggendo il confine tra cinema e realtà scava alla radice della disuguaglianza sociale nell’America di oggi, concentrandosi sull’irrisolta, cronica questione razziale nei confronti degli africani americani. Un film politico che nelle intenzione del regista vuole suscitare “un dibattito necessario sulle attuali condizioni dei neri americani che, oggi più che mai, assistono all’intensificarsi dei crimini motivati dall’odio e delle politiche discriminatorie.”

Il titolo è quello di uno Spiritual e mantiene un legame con l’intenzione iniziale del regista che voleva indagare le radici della cultura afroamericana incarnata nella musica. L’incontro con Judy Hill, gestrice di un bar concerto, proveniente da una famiglia di musicisti e con un passato di dipendenza dal crack, cambia la direzione del film che si indirizza all’ascolto della comunità di Tremé quartiere nero di New Orleans distrutto dall’uragano Kathrina e oggi minacciato dalla gentrification.

“Mi sono presto reso conto” racconta Minervini, “che la maggior parte delle persone si sentiva molto coinvolta in due eventi drammatici della recente storia locale: l’uragano Katrina (2005) e l’uccisione di Alton Sterling per mano di due poliziotti (2016). Entrambi gli eventi erano stati una conseguenza diretta della negligenza istituzionale, del divario socioeconomico tra poveri e ricchi e del forte razzismo endemico. Mossa dalla collera e dalla paura, la gente cercava un’occasione per raccontare a voce alta le proprie storie.”

Il film di Minervini è un racconto che intreccia la storia di Judy, costretta a vendere il bar a causa della gentrification, con altri percorsi di resistenza. Ronaldo e Titus, due giovanissimi fratelli, che cercano di sopravvivere ad un quartiere afflitto dalla violenza. Kevin, Big Chief della tradizione indiana del Mardi Gras che lotta per mantenere vivo il patrimonio culturale della sua gente attraverso i rituali del canto e del cucito. Infine, il gruppo delle New Black Panthers Party For Self Defense che indaga sul linciaggio di due ragazzi nel Mississippi, organizza proteste contro la brutalità della polizia e lotta per una migliore qualità di vita nei ghetti.

Quattro storie di una comunità che cerca di sopravvivere alla paura, mantenendo viva la memoria della schiavitù e la lucida consapevolezza della mancanza di uguaglianza e dell’iniquità dell’apparato giudiziario americano e della narrazione storica dei neri d’America.

Alla proiezione ufficiale lunghi applausi commossi e una standing ovation hanno omaggiato il regista e gli attori presenti (Judy Hill, Ronaldo King, Titus Turner, Kevin Goodman) che in un’altrettanto commossa conferenza stampa hanno parlato di un cinema come processo collettivo dove elementi fondamentali sono fiducia reciproca, istinto artistico e urgenza di raccontare.

Il film sarà distribuito da Cineteca di Bologna.

(Simona Cella)

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