Tanzania, rieletta Samia: proteste e accuse di brogli dopo il voto

di Marco Trovato

La presidente Samia Suluhu Hassan, al potere dal 2021, è stata rieletta con il 98% dei voti. Ma la Tanzania è scossa da violenze e accuse di brogli. L’opposizione denuncia centinaia di morti e la repressione dei leader rivali, mentre il governo minimizza. Internet bloccato e coprifuoco in tutto il Paese.

In Tanzania la presidente Samia Suluhu Hassan è stata dichiarata vincitrice delle elezioni, assicurandosi un nuovo mandato.
Secondo la Commissione elettorale, la leader del Partito della Rivoluzione (CCM (Chama Cha Mapinduzi), al potere dal 1977, avrebbe ottenuto quasi il 98% dei voti.

Ma dietro la vittoria, il Paese è scosso da disordini e proteste in diverse città, con un bilancio di vittime ancora incerto.

Gli osservatori internazionali denunciano mancanza di trasparenza e violenza diffusa.
L’opposizione parla di oltre 700 morti, mentre fonti diplomatiche ne stimano almeno 500.
Il governo minimizza: “Poche sacche isolate di incidenti” – ha dichiarato il ministro degli Esteri – “le forze di sicurezza hanno agito con rapidità”.

Le manifestazioni, guidate soprattutto da giovani, denunciano brogli elettorali e repressione dell’opposizione.
Uno dei principali sfidanti, Tundu Lissu, è in carcere con l’accusa di tradimento; un altro, Luhaga Mpina, è stato escluso per cavilli legali.

La presidente Samia Suluhu Hassan dichiarata vincitrice alle contestate elezioni che hanno causato tumulti in tutto il Paese

Un blocco di Internet rende difficile verificare i dati ufficiali. Le autorità hanno imposto un coprifuoco per tentare di ristabilire l’ordine.

Anche a Zanzibar, dove si votava per il governo locale, il presidente uscente Hussein Mwinyi, dello stesso partito di Samia, ha rivendicato la vittoria con l’80% dei voti.
L’opposizione denuncia “brogli massicci”.

Samia Suluhu Hassan, prima donna alla guida della Tanzania, era salita al potere nel 2021 dopo la morte di John Magufuli.
Da allora è accusata di autoritarismo crescente e di aver imposto un bavaglio all’opposizione.

Le proteste si sono concentrate a Dar es Salaam, dove manifestanti hanno assaltato seggi elettorali e strappato i manifesti della presidente.
Sabato mattina la situazione appare più calma, ma la tensione resta alta e la presenza militare è capillare.

Il CCM, al potere da quasi cinquant’anni, non ha mai perso un’elezione dall’indipendenza.
E nonostante le accuse di Amnesty International, che parla di un’“ondata di terrore”, il governo continua a difendere la legittimità del voto.

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha espresso “profonda preoccupazione” e chiesto un’indagine imparziale sull’uso della forza, invitando tutte le parti alla calma e a evitare nuove violenze

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