Nel mercato di Tilene, nel cuore della Medina di Dakar, il taglio delle cipolle è diventato un’attività molto richiesta, capace di generare reddito e creare posti di lavoro. Il servizio, riporta il quotidiano locale Le Soleil, risponde alle esigenze di una clientela urbana sempre più interessata a risparmiare tempo in cucina, ma chi lo pratica deve fare i conti con le oscillazioni dei prezzi e con una concorrenza crescente.
Tra le bancarelle affollate del mercato, tra carne, pesce e verdure, i tavolini colmi di cipolle e coltelli affilati attirano continuamente clienti. L’odore pungente dell’ortaggio non scoraggia i venditori, molti dei quali provengono dalle regioni interne del Senegal o da altri Paesi dell’Africa occidentale.
Boubacar Camara, originario della regione di Tambacounda, vende cipolle a Tilene dal 2011 e dal 2017 offre anche il servizio di sbucciatura e taglio. Per ogni chilo portato dal cliente chiede 100 franchi Cfa (15 centesimi di euro), mentre il prezzo scende a 75 franchi (11 centesimi) se è il cliente stesso a fornire l’ortaggio. Attualmente, un chilo di cipolle costa circa 550 franchi Cfa (84 centesimi), portando il prezzo complessivo a 625 franchi (95 centesimi) per chi acquista anche il servizio di taglio.
Camara dice di guadagnare tra 4.000 e 5.000 franchi Cfa (tra 6 e 7,60 euro) al giorno con questa attività. Il suo lavoro gli permette inoltre di impiegare due dipendenti, ciascuno retribuito con 1.500 franchi Cfa (circa 2,30 euro) al giorno. I costi, tuttavia, non mancano: oltre agli stipendi, deve pagare 9.000 franchi Cfa (circa 13,70 euro) al mese di tasse comunali, sostituire le attrezzature e sostenere le spese di approvvigionamento.
La clientela è composta soprattutto da donne che vogliono velocizzare la preparazione dei pasti, ma anche da uomini e ristoratori. Amy, una collaboratrice domestica di 19 anni, acquista regolarmente cipolle già tagliate quando deve preparare la yassa, un piatto senegalese a base di cipolle e carne o pesce. Vorrebbe però che il costo del servizio scendesse a 50 franchi Cfa (8 centesimi) al chilo. Per altre clienti, come Khoudia, ricorrere ai venditori è anche una questione di comodità: evitare di sbucciare le cipolle a casa significa risparmiare tempo e preservare le mani dagli odori persistenti e dalle irritazioni.
Anche Mamadou Diallo, originario della Guinea, ha avviato un’attività simile nel 2018, dopo aver osservato il cambiamento delle abitudini domestiche nella capitale senegalese. Il problema principale, spiega, è il prezzo delle cipolle all’ingrosso: un sacco da 25 chili costa attualmente tra 13.000 e 15.000 franchi Cfa (tra 20 e 23 euro). Per attirare i clienti, propone il servizio a 75 franchi al chilo, contro i 100 richiesti da molti concorrenti, e durante le principali festività musulmane, come Tabaski e Korité, può scendere a 50 franchi. La concorrenza sui prezzi è quindi forte, soprattutto nei periodi in cui la domanda aumenta.



