Una vittoria che segna una chiara rinascita del Movimento di resistenza nazionale in tutto il Paese, ottenuta grazie a una rinnovata mobilitazione popolare e all’unità nazionale: così Yoweri Museveni, presidente dell’Uganda dal 1986, ha descritto la vittoria per il suo settimo mandato alla guida del Paese, all’indomani dell’annuncio dei risultati elettorali, bollati come “falsi” dal leader dell’opposizione, Bobi Wine. Secondo la Commissione elettorale, Museveni ha conquistato il 71,6% dei voti, mentre Wine ha ottenuto il 24,7%, mentre l’affluenza è stata di circa il 52,5%, con oltre 10 milioni di aventi diritto che non si sono recati alle urne.
Nel suo primo discorso dopo la vittoria tenuto davanti ai vertici del suo partito, Museveni ha elogiato forze di sicurezza, leader religiosi e culturali e la popolazione per aver garantito un periodo elettorale pacifico, rivolgendo quindi un appello all’opposizione perché desisti dalle azioni che, a suo dire, mirano a destabilizzare il Paese: “Il nostro interesse non è quello di schierarci contro di loro. Il nostro interesse è che abbandonino questo tipo di atteggiamento. Chiedo a chi si è perso di ritrovare la ragione”.
Già durante le operazioni di voto, il 15 gennaio, Wine aveva denunciato su X irregolarità ai seggi, quindi all’indomani del voto, dopo aver fatto sapere di essere fuggito dalla sua abitazione, per sfuggire all’arresto, ha scritto: “Ribadiamo il nostro totale rifiuto dei risultati falsi. Oltre alla manipolazione delle schede elettorali, al controllo militare delle elezioni, alla detenzione dei nostri leader e scrutatori e ad altri reati elettorali, i loro risultati non hanno alcun fondamento!”.
“Il popolo ugandese ha il diritto di protestare in difesa del proprio diritto sovrano a determinare un governo di propria scelta, non il tipo di criminalità a cui stiamo assistendo”, ha aggiunto il leader della Piattaforma di Unità Nazionale, 43 anni, esponente di una generazione che non ha mai conosciuto un altro presidente.
Alla vigilia del voto, le autorità hanno limitato l’accesso a internet per “contrastare disinformazione, brogli elettorali e rischi correlati”. Decisione criticata dagli osservatori elettorali dell’Unione Africana e di altri organismi regionali, secondo cui “il blocco di Internet, attuato due giorni prima delle elezioni, ha limitato l’accesso alle informazioni, la libertà di associazione, ha ridotto le attività economiche e ha anche creato sospetto e sfiducia nel processo elettorale”. L’organizzazione che monitora la rete, NetBlocks, ha riferito del ripristino della connettività, sottolineando però che “i dati in tempo reale mostrano che numerose piattaforme di social media e messaggistica rimangono limitate dalle autorità”.
Annunciando i risultati, il presidente della Commissione elettorale, Simon Byabakama, ha lanciato un appello alla calma: “Invito gli elettori, i sostenitori e gli altri attori a mettere l’Uganda al primo posto. Se qualcuno non è soddisfatto dei risultati, può ricorrere alle vie legali”.
Wine aveva sfidato Museveni già alle elezioni del 2021, ottenendo il 35% dei voti contro il 58% del presidente, la vittoria più esigua ottenuta da Museveni.


