Si sono chiuse ieri sera le urne in Sudan dove si è votato per le elezioni presidenziali e parlamentari. Malgrado il voto sia stato esteso di un giorno rispetto alle previsioni, gli osservatori dell’Unione Africana hanno definito “generalmente debole” il tasso di partecipazione. L’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, che guida la missione, ha stimato la percentuale di votanti intorno al 30-35% degli aventi diritto.
I risultati del voto sono attesi attorno al 27 aprile, ma è scontata l’affermazione del partito al potere e del suo candidato presidente, Omar al-Bashir. Anche due dei 15 candidati indipendenti che non avevano aderito al boicottaggio chiesto dai maggiori partiti d’opposizione hanno scelto di ritirarsi dalla corsa a votazioni ancora in corso. Ahmed Radi ha motivato la sua decisione con la bassa affluenza e l’estensione non prevista del voto, mentre Omer Awad al-Karim ha definito il voto “una farsa” e “un gioco costruito per ingannare il popolo sudanese col nome della democrazia”.
Le autorità di Khartoum puntano invece il dito sui problemi di sicurezza, che ieri hanno riguardato l’area del Darfur. Secondo quanto dichiarato dal responsabile della commissione elettorale, Al-Hadi Mohammed Ahmed, uomini armati avrebbero preso di mira due seggi nella regione di Al-Sarif, nel nord Darfur, attaccandoli con armi da fuoco e rubando alcune urne.
(18/04/2014 Fonte: Misna)
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