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Tag:

elezioni

    Hakainde Hichilema
    NEWS

    Zambia: Hichilema verso il bis, ma il Parlamento può cambiare volto

    di claudia 14 Agosto 2026
    Scritto da claudia

    Le urne zambiane si sono chiuse giovedì sera dopo una giornata di voto giudicata largamente pacifica da osservatori nazionali e internazionali, ma il quadro che ne emerge nelle prime 24 ore è più complesso di quanto la vigilia del voto lasciasse presagire. Se la rielezione del presidente uscente Hakainde Hichilema resta, secondo gli analisti citati dalle agenzie internazionali, l’esito più probabile, i dati non ufficiali che filtrano dai seggi sulle elezioni parlamentari raccontano di un’Assemblea nazionale in profonda ricomposizione, con perdite significative per il partito di governo in alcune roccaforti storiche.

    Un voto a tre livelli, una campagna a due voci

    Gli oltre 8,7 milioni di elettori registrati sono stati chiamati alle urne per rinnovare contemporaneamente presidenza, parlamento e governi locali, in 13.529 seggi presidiati da circa 89 mila addetti. Quattordici candidati si sono contesi la presidenza, ma la corsa si è di fatto polarizzata tra Hichilema, 64 anni, al suo secondo (e per Costituzione ultimo) mandato possibile, e Brian Mundubile, 55 anni, ex ministro dell’era Patriotic Front ed esponente principale del fronte d’opposizione.

    Qui si apre la prima cautela da tenere a mente: la denominazione stessa della coalizione d’opposizione varia a seconda delle fonti prese in esame. Tra decessi di storiche figure dell’opposizione, ricorsi in tribunale e partiti nati solo per iscriversi alle liste elettorali è evidente che il quadro partitico zambiano, in questa tornata, si sia dimostrato quantomeno frammentato e di lettura non scontata anche per chi lo segue da vicino.

    L’economia, terreno di scontro principale

    Il nodo della campagna è comunque stato l’eredità economica di Hichilema. Il presidente, alla guida del paese dal 2021 dopo aver sconfitto Lungu, ha ereditato uno Zambia in default sul debito sovrano — il primo caso africano dell’era pandemica — e ha condotto una ristrutturazione del debito estero che, secondo il governo, fa risparmiare oggi al paese circa 1,9 miliardi di dollari l’anno, reindirizzati verso istruzione gratuita, assunzioni nel pubblico impiego e sviluppo locale. Il Fondo monetario internazionale stima per il 2026 una crescita del 4,3%, in accelerazione dal 3,8% dell’anno precedente, con un’inflazione scesa dal 6,7% di giugno al 6,4% di luglio.

    Il governo può inoltre rivendicare, secondo dati citati dalle fonti zambiane, il raccolto di mais più alto dalla data dell’indipendenza, nonostante la peggiore siccità mai registrata nel paese, e un calo dei prezzi della farina di mais (la “mealie meal”, alimento base) da 300 a 240 kwacha in diverse regioni.

    Sul fronte opposto, Mundubile e la sua coalizione hanno costruito la campagna sul costo della vita, promettendo un aumento salariale di 2.000 kwacha per i dipendenti pubblici, un prezzo di acquisto più alto per il mais da parte dell’agenzia statale di riserva alimentare, la cancellazione dei debiti verso le utility idriche e la fornitura gratuita di uniformi e libri scolastici. Va segnalato, per onestà di cronaca, che le fonti internazionali notano come questi impegni non siano stati accompagnati da una copertura finanziaria dettagliata, nonostante la pubblicazione di un manifesto elettorale; alla richiesta della Bbc di indicare piani concreti per occupazione e industrializzazione, Mundubile ha risposto con una formula generica sulla centralità di donne, giovani e poveri.

    Un dato di fondo attraversa entrambe le narrazioni: secondo l’ultima rilevazione dell’Agenzia statistica zambiana (2022), il 60% della popolazione vive in condizioni di povertà, e diversi elettori intervistati hanno espresso stanchezza per un “racconto di progresso economico” percepito come distante dalla vita quotidiana.

    Accuse di repressione, senza riscontri indipendenti

    Le settimane precedenti al voto sono state segnate da accuse reciproche. Organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, e la stessa opposizione hanno accusato il governo Hichilema di comprimere lo spazio democratico e di utilizzare le istituzioni statali contro critici e rivali politici; il governo respinge le accuse. Freedom House classifica lo Zambia come paese “parzialmente libero”, riconoscendo elezioni multipartitiche regolari ma segnalando ostacoli legali e pratici per una competizione equa dell’opposizione. Vale la pena ricordare, a questo proposito, che lo stesso Hichilema trascorse quattro mesi in carcere con accuse di tradimento quando era leader dell’opposizione, sotto la presidenza di Lungu, di cui poi tornò a essere l’antagonista elettorale nel 2021.

    Nei giorni immediatamente precedenti il voto, esponenti della coalizione d’opposizione hanno inoltre formulato due accuse specifiche non accompagnate, allo stato, da prove presentate all’Electoral Commission of Zambia (Ecz) o alla polizia: cittadini stranieri provenienti da Tanzania, Malawi, Congo e Angola che attraverserebbero il confine per votare con documenti irregolari, e il presunto rapimento di tre membri della sicurezza rientrati da un addestramento in Russia. Nessuna delle due accuse risulta al momento confermata attraverso i canali istituzionali.

    Il giorno del voto: code, non incidenti gravi

    Sul piano operativo, la giornata di giovedì è stata segnata da lamentele diffuse per la carenza di cabine elettorali in diversi seggi, che ha rallentato le operazioni di voto, e da alcuni ritardi nell’apertura (circa un’ora in alcune zone). L’Ecz ha garantito che chiunque si trovasse in coda entro le 18, orario di chiusura, avrebbe comunque potuto votare — una misura che tutela formalmente il diritto di voto, ma che, come notano le stesse cronache locali, non esclude che elettori stanchi o scoraggiati dalle lunghe attese abbiano abbandonato la fila prima di raggiungere le urne, un fenomeno di cui non è possibile al momento stimare la portata. Entrambi i principali candidati hanno comunque definito il voto sostanzialmente pacifico.

    Il conteggio e le incognite parlamentari

    Con la chiusura dei seggi, il governo ha diffuso un appello alla calma firmato dal segretario permanente al ministero dell’Informazione, Thabo Kawana, che ribadisce come l’Ecz resti l’unico organo costituzionalmente competente a dichiarare i risultati e mette in guardia contro la diffusione di informazioni non verificate nell’attesa dello spoglio, da completare entro 72 ore secondo il calendario indicato dalla Commissione.

    È proprio su questo punto che le fonti disponibili impongono la massima cautela. I resoconti in circolazione già da venerdì su alcune testate zambiane, basati su dichiarazioni a livello di singolo seggio non ancora recepite nella piattaforma centrale dell’Ecz, disegnano un’ipotesi di forte arretramento del partito di governo nel parlamento, in particolare nella regione mineraria del Copperbelt, storico bacino elettorale conteso: secondo queste ricostruzioni, ancora da confermare ufficialmente, diversi ex parlamentari sarebbero tornati in corsa e diversi esponenti dell’opposizione avrebbero conquistato collegi chiave a Ndola, Kitwe e Chingola. Va ribadito con chiarezza: si tratta, allo stato, di dichiarazioni raccolte a livello locale, non di risultati certificati, e l’Ecz stessa ha segnalato che eventuali discrepanze nella documentazione trasmessa dai seggi verranno rinviate per verifica prima dell’inserimento nei dati ufficiali.

    Sul piano presidenziale, invece, il quadro resta orientato verso la continuità: gli analisti finanziari interpellati da Reuters e Cnbc Africa indicano Hichilema come favorito, complice il vantaggio della carica e la frammentazione del fronte avverso, sebbene un’eventuale mancata soglia del 50% dei voti validi imporrebbe un ballottaggio entro 37 giorni tra i due candidati più votati.

    Perché conta, oltre lo Zambia

    Il paese, secondo produttore africano di rame dopo la Repubblica democratica del Congo, resta un terreno di crescente interesse geopolitico per l’accesso ai minerali critici, con la Cina già investitore di primo piano nel settore estrattivo e gli Stati Uniti che cercano di ampliare la propria presenza — un dossier complicato nei mesi scorsi dallo stallo dei negoziati su un pacchetto di finanziamenti sanitari statunitensi fino a 2 miliardi di dollari, che Lusaka ha dichiarato di non voler vedere condizionato ad accordi minerari.

    L’esito definitivo delle urne, sia sul piano presidenziale sia su quello parlamentare, resterà dunque da verificare nei prossimi giorni sulla base dei soli dati certificati dall’Ecz. Per gli osservatori internazionali e per gli operatori economici con interessi nel paese, la lezione delle prime ore post-voto è che il racconto della continuità presidenziale, per quanto probabile, potrebbe convivere con un’Assemblea nazionale assai meno favorevole al governo di quanto la sola narrazione sulla stabilità macroeconomica lasciasse intendere.

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    14 Agosto 2026 0 commentI
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