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Edizione del 18/04/2026

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Rivista Africa
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burundi

    referendum in burundi
    FOCUS

    Burundi – Referendum, il plebiscito di Nkurunziza

    di Enrico Casale 19 Maggio 2018
    Scritto da Enrico Casale

    di Giovanni Gugg

    Il referendum costituzionale che si è tenuto ieri, 17 maggio 2018, in Burundi non ha avuto sorprese: secondo i dati – ancora ufficiosi – diffusi dal network filogovernativo Ikiriho, il Sì (Ego, in lingua kirundi) ha vinto con il 73,18%, mentre il No (Oya) si è fermato al 19,6%. L’affluenza è stata ovunque superiore al 90%, anche perché chi avesse voluto astenersi avrebbe rischiato gravi conseguenze: da questo punto di vista la campagna referendaria è stata ampiamente disequilibrata (la commissione elettorale ha ammesso 25 comitati pro-riforme e solo uno contro), gestita dal governo (che ha chiuso le radio private, comprese Bbc e VoA) e condotta con toni spesso minacciosi. In altre parole, Pierre Nkurunziza ha raggiunto il suo obiettivo: ricevere un plebiscito in un referendum puramente formale, interamente organizzato e finanziato dal solo Burundi e senza la presenza di alcun osservatore internazionale a garantire un minimo di controllo. Nella giornata di giovedì, tuttavia, non sono state registrate violenze, sebbene non siano mancate intimidazioni, allontanamenti dai seggi e arresti arbitrari.

    Per quanto il risultato elettorale confermi le previsioni, il dato di Bujumbura, capitale del Paese, è alquanto interessante da analizzare: «Sì» e «No» sono molto più equilibrati (53,9 % contro 44,4%) e in taluni seggi il «No» ha addirittura prevalso con percentuali doppie rispetto al «Sì», segno che buona parte della popolazione non si è fatta spaventare, soprattutto laddove nel 2015 si tennero grandi manifestazioni di protesta contro la terza candidatura (incostituzionale) dell’attuale Presidente.

    Come abbiamo scritto alcuni giorni fa, ora il Capo dello Stato ha la strada spianata per restare in carica almeno fino al 2034, uno scenario che inquieta non solo per le sorti dei burundesi e della loro giovane democrazia, ma anche per la stabilità dell’intera regione. Questa è stata a lungo insanguinata dalla guerra civile del Rwanda (1990-1993) e dal genocidio dei tutsi del 1994, dal conflitto in Burundi (1993-2005) e dalla cosiddetta «guerra mondiale africana» in Rd Congo (1998-2003), dove attualmente stanno riprendendo tensioni e violenze nelle province orientali del Kivu, proprio sul confine burundese e rwandese. Si tratta della la zona più preoccupante della East African Community, un insieme di Stati legati tra loro, ma altamente turbolenti, che sta attraversando un periodo di destabilizzazione, tra divergenze politiche e stagnazione economica.

    Nel corso dei suoi 13 anni di presidenza, Nkurunziza ha creato uno stato di polizia in cui il terrore è frequentemente diffuso dalla milizia dei giovani del suo partito, gli Imbonerakure. Per tale ragione, nel novembre 2017 la Corte Penale Internazionale ha avviato un’indagine sul suo regime, accusato di frequenti violazioni dei diritti umani. Dopo il risultato referendario di ieri, l’ipotesi che le opposizioni o le rivolte di strada che si erano viste nel 2015 possano portare a dimissioni o a un cambio di regime è pressoché irrealizzabile.

    Tuttavia il Burundi è uno dei Paesi più poveri al mondo e il malcontento avanza, per cui la situazione può precipitare rapidamente, soprattutto se l’esercito dovesse cambiare atteggiamento, ad esempio nel caso dovessero terminare i finanziamenti che riceve dall’Onu per le sue missioni internazionali, come nella Repubblica Centrafricana e in Somalia.

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    19 Maggio 2018 0 commentI
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  • FOCUS

    Burundi – Un referendum che inquieta

    di Enrico Casale 17 Maggio 2018
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    di Giovanni Gugg Il 17 maggio i burundesi sono chiamati a esprimersi con un referendum sulla riforma costituzionale voluta dal presidente Pierre Nkurunziza, un processo avviato il 12 dicembre 2017 …

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    di Pier Maria Mazzola 14 Maggio 2018
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    Burundi – I vescovi: «Riforma costituzionale discutibile»

    di Enrico Casale 10 Maggio 2018
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    Appello alla pece dei vescovi burundesi in vista del referendum costituzionale del 17 maggio (che riguarda l’aumento della durata del mandato presidenziale da 5 a 7 anni, con non più …

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    Burundi – Emittenti radio BBC e VOA sospese in vista del referendum

    di AFRICA 6 Maggio 2018
    6 Maggio 2018

    Il governo di Bujumbura ha annunciato la sospensione per sei mesi delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche internazionali BBC e Voice of America a partire da domani. L’annuncio è stato fatto …

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    Burundi – La Chiesa contro la riforma costituzionale

    di Enrico Casale 3 Maggio 2018
    3 Maggio 2018

    La potentissima Chiesa cattolica del Burundi si oppone al referendum costituzionale previsto in Burundi tra due settimane e che dovrebbe permettere al presidente Pierre Nkurunziza di rimanere al potere fino …

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    Burundi – Inizio campagna referendaria. Clima teso

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    Le autorità burundesi lunedì hanno arrestato un membro del partito al potere CNDD-FDD per aver esortato i simpatizzanti del partito a “gettare nel Lago Tanganyika gli esponenti dell’opposizione”. Un accadimento …

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    30 aprile – I 40 martiri di Buta

    di Pier Maria Mazzola 29 Aprile 2018
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    † 1997. Burundi. I seminaristi della diocesi di Bururi si rifiutano, in piena guerra civile, di ubbidire agli ordini di un forte gruppo armato di ribelli del Cndd-Fdd, guidato da …

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    Burundi – «Referendum costituzionale, Bujumbura reprime l’opposizione»

    di Enrico Casale 18 Aprile 2018
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