Manca poco all’inizio di una delle manifestazioni culturali più attese dedicate alla storia e alle culture afrodiscendenti: il Black History Month Torino prenderà il via il 31 gennaio e per 28 giorni animerà il territorio della Città Metropolitana, coinvolgendo sei comuni — Torino, Rivalta di Torino, Pino Torinese, Carmagnola, Settimo Torinese e Collegno — e oltre 25 luoghi di grande valore storico e culturale. In programma ci sono più di 85 appuntamenti tra concerti, dibattiti, mostre, laboratori, incontri nelle scuole e momenti conviviali.
Febbraio 2026 segnerà l’avvio della quinta edizione della rassegna culturale Black History Month Torino. Una rassegna diffusa e partecipativa promossa dall’Associazione Donne dell’Africa Subsahariana e II Generazione, che si svolgerà sul territorio della città metropolitana di Torino, coinvolgendo più di 25 luoghi storici di grande importanza in 6 comuni (Torino, Rivalta di Torino, Pino Torinese, Carmagnola, Settimo Torinese e Collegno) e dando vita a più di 85 manifestazioni culturali, artistiche e sociali in 28 giorni.
Questa rassegna, erede di una tradizione storica e internazionale che risale al 1926, intende celebrare e valorizzare la storia delle persone afrodiscendenti, promuovendo un senso di orgoglio e contribuendo a contrastare i discorsi razzisti che alimentano l’idea infondata di una presunta inferiorità nei traguardi raggiunti dalla comunità nera.

Tre i fili tematici scelti che caratterizzeranno le iniziative – colonialismo commerciale, donne e potere, protagonisti nell’arte e nello sport – pensati per offrire una chiave di lettura ampia e articolata delle dinamiche geopolitiche del contemporaneo. Il primo tema verrà affrontato attraverso momenti di approfondimento e confronto volti ad analizzare le forme di sfruttamento delle risorse, il controllo politico ed economico e la produzione di profonde disuguaglianze, evidenziandone le conseguenze culturali e identitarie sulle popolazioni locali. Il secondo filo tematico mette al centro le barriere che hanno ostacolato storicamente le donne ad accedere al potere, a causa di stereotipi di genere e discriminazioni. Il festival intende creare uno spazio di confronto coinvolgendo giovani donne afrodiscendenti in Europa e in Africa, che affrontano ostacoli aggiuntivi legati a dinamiche culturali, storiche e sociali, per valorizzarne le competenze e favorire l’accesso a opportunità professionali e istituzionali.
Il terzo tema intende valorizzare i giovani artisti e atleti afrodiscendenti che svolgono un ruolo fondamentale come modelli positivi, capaci di ispirare le nuove generazioni e promuovere diversità e inclusione. Il festival valorizza la loro espressione creativa e sportiva in Italia e in Europa, dando spazio a linguaggi artistici e discipline diverse e alle loro testimonianze. Nonostante le difficoltà legate a discriminazioni e mancanza di opportunità, il successo di questi protagonisti rafforza l’orgoglio e l’identità afrodiscendente.


Come è nato il Black History Month?
Inizio del XX secolo, lo storico Carter G. Woodson, figlio di genitori analfabeti che avevano vissuto la schiavitù e che aveva a lungo lottato per ottenere un’istruzione, non accettò l’indifferenza del mondo nei confronti dei successi dei neri. In una società razzista che rappresentava le persone nere in modo distorto e fuorviante, ignorandone i contributi, si impegnò a raccontare al mondo la ricchezza della loro storia e a contrastare i preconcetti sulle loro capacità e aspirazioni.
Nel 1915, in occasione del 50° anniversario dell’emancipazione degli schiavi, Woodson fondò l’Association for the Study of Negro Life and History (Associazione per lo Studio della Vita e della Storia dei Neri), oggi conosciuta come Association for the Study of African American Life and History.
Nel 1926, annunciò la “Negro History Week”, una settimana dedicata alla storia dei neri e alla celebrazione delle loro abilità nelle arti, che si sarebbe tenuta ogni anno a febbraio, in coincidenza con i compleanni dell’abolizionista Frederick Douglass e del Presidente Abraham Lincoln.
Nel corso degli anni, la settimana di celebrazione di Woodson fu accolta con sempre maggiore entusiasmo, fino a quando nel 1975 il Presidente Gerald Ford la riconobbe ufficialmente in un messaggio pubblico. L’anno successivo, in occasione del bicentenario della nazione, l’ASALH estese la settimana all’intero mese di febbraio.
Il Black History Month Torino si conferma un appuntamento diffuso che mette al centro la storia, le culture e le voci afrodiscendenti, aprendo nuovi spazi di conoscenza e condivisione. Per maggiori informazioni e per consultare il programma completo della manifestazione, clicca qui.



