L’esercito sudanese avrebbe torturato detenuti a morte e gestito vere e proprie “camere di esecuzione”. Lo denuncia l’organizzazione per i diritti umani Emergency Lawyers, che afferma di aver documentato centinaia di arresti nella capitale Khartoum, alcuni dei quali sfociati in decessi con segni di torture.
Secondo la Ong, molti civili sarebbero stati fermati casualmente e portati in grandi centri di detenzione, dove avrebbero subito condizioni disumane, processi irregolari o rilasci in gravi condizioni di salute. La Bbc, che ha riportato la notizia, riferisce che i militari non hanno risposto alle richieste di commento.
L’esercito ha riconquistato Khartoum lo scorso marzo dopo mesi di combattimenti contro le Forze di supporto rapido (Rsf), accusate a loro volta di abusi ed esecuzioni. La Missione d’inchiesta Onu sul Sudan ha già denunciato responsabilità di entrambe le parti in detenzioni arbitrarie, torture e violenze sessuali.
La guerra, iniziata nel 2023, ha causato decine di migliaia di morti, 12 milioni di sfollati e una grave emergenza sanitaria. Secondo Medici senza frontiere, nell’ultimo anno sono stati registrati quasi 100.000 casi di colera con 2.470 decessi.



