Almeno 28 civili sono stati uccisi e altri 39 feriti in un attacco attribuito alle Forze di supporto rapido (Rsf) contro la città di Mustariha, nello Stato del Darfur settentrionale, secondo quanto reso noto dal Sudan Doctors Network, un gruppo medico volontario. In un comunicato, la rete ha precisato che tra le vittime figurano almeno 10 donne, sulla base di informazioni preliminari raccolte sul posto. Il bombardamento con razzi avrebbe distrutto l’unico centro sanitario della città. Il personale medico sarebbe stato aggredito e uno degli operatori arrestato.
Il Sudan Doctors Network ha condannato quella che ha definito una “violazione su larga scala”, affermando che l’attacco ha causato la morte di civili, diffuso il panico tra la popolazione e provocato un’ondata di sfollati verso i villaggi vicini.
In una dichiarazione separata, anche il gruppo legale Emergency Lawyers ha riferito che l’attacco di lunedì da parte delle Rsf avrebbe incluso un’incursione armata e l’incendio di diverse abitazioni. Secondo la stessa fonte, l’azione sarebbe stata preceduta da attacchi con droni contro vari obiettivi civili, tra cui il centro sanitario, case private, il mercato e strutture di accoglienza, con conseguenti morti e feriti tra la popolazione e la fuga forzata di residenti.
Un testimone oculare proveniente dalla vicina città di Kabkabiya ha dichiarato all’agenzia Xinhua che decine di famiglie sono arrivate nelle ultime ore dopo essere fuggite da Mustariha. “Erano sotto shock. Alcuni hanno camminato per lunghe distanze. Molti parlavano di bombardamenti pesanti e case bruciate e non hanno potuto portare con sé alcun bene”, ha affermato il testimone, chiedendo l’anonimato.
Mustariha è considerata una roccaforte di Musa Hilal, uno dei leader di una fazione della tribù Rizeigat, da cui provengono diversi comandanti delle Rsf. Dallo scoppio dei combattimenti in Sudan, Hilal ha dichiarato il proprio sostegno alle Forze armate sudanesi e si è alleato con le forze congiunte, che includono gruppi armati del Darfur schierati al fianco dell’esercito. Le Rsf non hanno finora commentato l’attacco.
Dal 15 aprile 2023 il Sudan è teatro di un conflitto armato tra le Forze armate sudanesi e le Rsf, che ha provocato migliaia di morti e feriti e lo sfollamento di milioni di persone all’interno e all’esterno del Paese, mentre proseguono gli sforzi regionali e internazionali per giungere a un cessate il fuoco.



