Stregoneria o strumentalizzazione politica? Il processo che divide lo Zambia

di claudia

di Simona Salvi

Due uomini sono stati condannati nello Zambia con l’accusa di aver tentato di usare la stregoneria per uccidere il presidente Hakainde Hichilema. Un caso che ha scosso l’opinione pubblica nel Paese, perché per la prima volta sono state processate delle persone per questo motivo. Ne abbiamo parlato con l’antropologo Marco Aime.

“La stregoneria fa parte della vita africana, come la religione da noi. Ci stupisce perché la chiamiamo stregoneria. Se la chiamassimo pensiero religioso ci sembrerebbe normale. Si crede in forze sovrannaturali”, ha detto l’antropologo Marco Aime, commentando la notizia di due uomini condannati nello Zambia con l’accusa di aver tentato di usare la stregoneria per uccidere il presidente Hakainde Hichilema. Una vicenda che è stata molto seguita nel Paese africano, perché per la prima volta sono state processate delle persone per aver tentato di usare la stregoneria contro un presidente. Ma Aime ritiene che potrebbe essere più “un caso di strumentalizzazione politica, che una vicenda legata alle tradizioni”, ricordando che “le credenze di stregoneria si sono sempre intrecciate con la politica, con i movimenti sociali, con la vita quotidiana, questa è una realtà indubbia in Africa. Non c’è da stupirsi che venga strumentalizzata per usi politici”.

I due uomini, lo zambiano Leonard Phiri e il mozambicano Jasten Mabulesse Candunde, erano stati trovati in possesso di amuleti, tra cui un camaleonte vivo, e arrestati nel dicembre 2024. Stando al resoconto del magistrato Fine Mayambu riportato dalla Bbc, i due hanno ammesso la proprietà degli amuleti e Phiri ha sostenuto che la coda del camaleonte, utilizzata nel rituale, avrebbe dovuto causare la morte entro cinque giorni del presidente. Hichilema ha dichiarato di non credere nella stregoneria e non ha commentato la vicenda. Tuttavia, ricorda la Bbc, la stregoneria ha avuto un ruolo di primo piano nella lunga controversia che vede contrapposti il governo e la famiglia del defunto presidente Edgar Lungu, morto lo scorso giugno in Sudafrica. Alcuni ritengono che l’insistenza del governo per il rientro e la sepoltura della salma in Zambia, contrariamente a quanto espresso dalla famiglia, possa essere dovuta a “ragioni occulte”. Accusa respinta dal governo.

Al momento dell’arresto, la polizia ha affermato che i due uomini sarebbero stati assoldati da Nelson Banda, fratello minore del parlamentare indipendente Emmanuel Banda, in passato membro del partito Fronte Patriottico dell’ex presidente Lungu. Il partito ha respinto le accuse, bollandole come motivate politicamente. Inoltre, i due uomini hanno dichiarato che avrebbero dovuto ricevere circa 73.000 dollari per la loro “missione”.

stregoneria

“La questione non è se gli accusati siano stregoni o se possiedano davvero poteri soprannaturali. La questione è se si siano presentati come tali, e le prove dimostrano chiaramente che lo sono”, ha detto il magistrato che ha condannato i due uomini ai sensi del Witchcraft Act (legge sulla stregoneria), adottato nel 1914 durante il dominio coloniale. Una legge, ha aggiunto il magistrato, concepita per proteggere la società dalla paura e dai danni causati da coloro che affermano di avere il potere di compiere atti di stregoneria.

L’avvocato Dickson Jere ha confermato alla Bbc che le persone vengono perseguite “molto raramente” per aver praticato la stregoneria e che questa legge ha contribuito a proteggere le donne anziane dalla giustizia popolare dei villaggi dopo essere state accusate di aver stregato qualcuno e di averne causato la morte. Per Aime, se “nessuno ha mai sentito l’esigenza di abolirla, vuol dire che il problema è ancora sentito”.

Alla domanda su quanto sia ancora diffusa la stregoneria nel continente africano, l’antropologo ha ammesso che “è difficile dirlo, certamente nelle città un po’ meno” perché “le nuove generazioni hanno un approccio diverso, il modello di vita cambia” e “queste tradizioni sono più legate alla vita di villaggio, alla vita rurale. Ma non vuol dire che siano scomparse”.

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