Un attacco di droni condotto dai ribelli indipendentisti ha colpito un convoglio militare nel nord del Mali, causando vittime sia tra i soldati regolari sia tra i combattenti del gruppo Africa Corps (Ac), secondo lo stesso gruppo. L’assalto, avvenuto mercoledì tra le località di Anefis e Aguelhoc, nella regione di Kidal, è stato rivendicato dal Fla (Fronte di liberazione dell’Azawad), il gruppo che da tempo contende il controllo del territorio alle autorità centrali di Bamako.
Come nota Radio France Internationale (Rfi), l’azione segna un’importante evoluzione tattica nel conflitto che sta interessando il Paese africano. Per la prima volta, infatti, i ribelli avrebbero utilizzato con successo un velivolo senza pilota per colpire obiettivi sensibili a terra. Mohamed Elmaouloud Ramadane, portavoce del Fla, ha dichiarato che l’operazione ha permesso di “neutralizzare diversi elementi nemici e distruggere materiale bellico”, citando fonti interne alla coalizione ribelle.
Il convoglio preso di mira era composto da unità delle Fama (Forces Armées Maliennes) e da istruttori russi appartenenti all’Ac, la struttura che ha sostituito il Gruppo Wagner nelle operazioni in Africa. Sebbene il bilancio esatto delle vittime non sia stato confermato ufficialmente dal governo maliano, fonti locali citate da Rfi riferiscono di diversi morti e feriti trasportati d’urgenza verso le strutture ospedaliere della zona.
La situazione nel Paese resta estremamente tesa, con i ribelli che sembrano aver acquisito nuove capacità tecnologiche. Come sottolineato dall’emittente Rfi, “l’uso di droni da parte del Fla cambia radicalmente i rapporti di forza sul terreno”, poiché fino ad ora la superiorità aerea era stata una prerogativa quasi esclusiva delle forze governative sostenute da Mosca. Questo nuovo scenario bellico rischia di aggravare ulteriormente la crisi umanitaria e la stabilità del Mali.



